Del mangiar l'Aphia fu l'inventore Arcesilao: è un pesce minuto, generasi d'acqua, & di pioggia: Ecci il proverbio tra quelli che Diogeniano raccolse: Aphia in ignem: non appena veduto hà il fuoco che è cotto: Usasi tal proverbio quando vogliamo significar una cosa che subitamente muoia, & si consumi.
Il primo che mangiasse le Mene fu Demetrio Albanese: questo pesce è picciolo, la vernata è candido, & l'estate nero.
Del mangiare il Gobbio: fu inventore Damone Atheniese: è pesce di eccellente sapore, ma di pochissimo nodrimento: vene sono di due sorti, bianchi, & neri, ma il bianco è migliore: quanto fusse pel passato in reputatione, cel mostra Giovenale, dicendo. Ne cupias mulum cum sit tibi Gobio tantum, & Martiale scrisse: Principium cœnæ Gobius esse solet: gode molto dell'Arena, & del starsi in compagnia; si che non immeritamente è posto fra i pesci gregali.
Il primo che mangiasse l'oligine fu Termilio provenzale, è fra i pesci molli.
Del mangiare il pesce Garo: fu inventore Zenodoto da Smirna: Scrive Plinio, che il fele di cotesto pesce, & fresco, & invecchiato, col vino è utilissimo alle sorde orecchie.
Sinesio Cirenense: fu il primo che mangiasse la Lampreda, & di tal nome fu chiamata, per esser avezza à leccar le pietre.
Erodoto Cipriotto: fu l'inventore di mangiar le Testugini, che viveno nell'acqua dolce: i Latini le chiamano Lutarias testudines: et i Greci le chiamano emidas.
Il primo che mangiasse il Lacerto, fu Orlio Normano, è pesce attissimo da salare, se ne veggono de grandi nella Arabia, ma maggiori sono quelli dell'india.
Labieno dorico: fu l'inventore di mangiare il Lupo pesce: dalla voracità sua, & dal nuotar solitariamente cosi detto: quel de fiumi è miglior del marino: i piu eccellenti si pigliano nel tevere, fra dui ponti, hà mortal nemistà col mugile, i migliori hanno la carne molle: & candida come neve.
Polibio di Megara fu il primo inventore di mangiar il Pectunculo: è un pesce senza squame: Gelio annovera fra li eletti et preciosi cibi, il Pectunculo di Sio. Pur per quanto hò io gustato, sono migliori quelli di Metelino: Oratio da la palma à quei di Taranto dicendo: Pectinibus patulis iactat se molle Tarentum.