Vi Lodo sommamente della sollicitudine, che voi ponete in udir ogni giorno la predica di Maestro Giuliano da Colle ma ben vi avertisco che l'andar alla predica non è come l'andar à publichi spettacoli, dove solamente si prende diletto et non si fa miglioramento alcuno nella vita: andategli adunque per doventar ogni di migliore, et non per dilettar solamente gli orecchi et quando siete poi à casa narrate à quei che non vi furono, quanto raccolto havete dalla viva voce del predicatore et insieme con esso loro, ponete in prattica quanto imparato havete al viver Christiano appartenente: altrimenti niuna utilità ne sentirete; fate nell'udir la predica, il contrario à punto di quel che fanno coloro, che de vari fiori vanno tessendo le ghirlande, cercano essi li piu belli & lasciano adietro li più utili: attendete voi piu tosto al peso & all'utilità delle sententie, che alli fioriti, & alle vaghezze, del suo politissimo dire, lequai cose non credo però sieno da sprezzare poi che furono cagione che le divine institutioni di Lattantio Firmiano accompagnate da risplendenti lumi fussero già in Bithinia dove publicamente insegnava con maggior avidità raccolte di quel che forse sarebbono state se rozzamente & senza veruna politezza sporte le havesse alli uditori suoi: vi ricordo Madonna che l'utilità della parola d'Iddio si è à punto come il lume acceso, ilquale, non giova salvo à chi lo vuol ricevere: andate adunque alla predica con la mente quieta et tranquilla à quella guisa che voi andareste alla sacratissima cena: cosi ne trarete voi maraviglioso profitto, et me forse, che v'habbi di ciò avisata, amerete per l'avenire piu di quel che amato mi havete. Di Luca. alli X. di Marzo.
APOLLONIA ROVELLA À M. N. N. F.
Piu volte et per lettere et presentialmente vi siete meco doluta che vostro marito non vi vezzeggia punto, ne vi compiace di quelle cose, che voi desiderareste havere. la colpa (per quanto intendo) è vostra perche non l'ubidite, ne mai v'ingegnate di far cosa che gli aggradisca. Chi vol pigliar delli uccelli imita per quanto si pò la voce di quelli: cosi chi vuol guadagnarsi l'amore del suo consorte, bisogna che à quel si accommodi, & à quello studi sempre di compiacere: & quantunque una volta & due in vano proviate di guadagnarvelo con la vostra piacevolezza, non è per questo da diffidarsi, et da porsi subitamente in desperatione. Si come il Musico non gitta ne taglia subitamente le corde dissonanti, ma à poco à poco con pacientia le riduce alla debita armonia: cosi deve piacevolmente la buona moglie sofferir l'intemperanza del marito, finche le venga fatto di ridurlo pian piano à quella domestica consonantia che ne troppo spesso si ritrova à nostri tempi: se avviene, ch'egli vi dica qualche villania & faccia alcuna atroce ingiuria, non vi si sgomentate per questo, ma fate vostro pensiero che si come il dardo scagliato in cosa solida & ferma ritorna spesse fiate in colui che lo scagliò: Cosi le villanie fatte à quelli c'hanno l'animo forte & costante, ritornino il piu delle volte in colui che villaneggia & offende: usate voi all'incontro sempre parole dolci & nell'animo vostro pensate che si come i Musici con toccar leggiermente et non con violenza le corde dell'instrumento indolciscono i cuori delli uditori, cosi il favellar sommesso & molle mitiga gli aspri cuori de feroci mariti; ne altro di questo vi ragiono. state lieta. Di Vinegia.
COSTANZA DELLI OBIZI SCOTTA A M. F. R.
Mi dimandaste l'altro giorno per qual causa gli Antichi ponessero vicino la statua di Mercurio, la statua delle Gratie: al che brievemente rispondendo vi dico essersi ciò fatto acciò che benignamente si comportassero i falli delli Oratori, essendo Mercurio l'Iddio dell'eloquentia: hor di questo pregovi à ricordarvene del continuo, perche intendo che voi siete molto pronta à calumniare hor questo, hor quell'altro, & non pò (sel vero m'è però riferito) comparire predicatore alcuno in questa città che sodisfar vi possa s'egli non è eloquente al par di Giovanni Bocaccio: vorrei vi sovenisse che si come lungo le vie aspre, et spinose, spesso si ritrovano delle viole & delli odoriferi fioretti, cosi anche spesso ritrovarsi nel dir poco facondo, delle sententie, et delle figure, degne d'esser lodate et dalli dotti ammirate. Si come li amanti interpretano candidamente alcuni difetti nelle cose amate, cosi dovemo far noi in colui, che per amaestrarci publicamente favella. Le cose della santa Theologia non vogliono, ne se gli convengono quei ornamenti che nell'altre scientie forse si desiderano, anzi vi dico di piu, che chi l'adorna di sophistiche lodi, & de Rhetorici ornamenti non altrimenti fa che s'egli incoronasse un Athleta di rose & de gigli, & non di alloro, ò di oleastro. Si come degno di riso ci parerebbe quel cantore, che con Lidia Musica cantar volesse di cosa grave: cosi ridicolo ci pare qualunque volendo parlar d'Iddio, ò del ben vivere vada lascivamente vagando con fioretti Rhetorici; ne altro di questo dico. state sana. Di Piacenza alli XIII.
ANTONIA PALA. RANGONA À M. N. N.
Oh che poca riputatione v'acquistate voi col pratticare tutto'l giorno con questa vostra cogina, laquale, ha nome di non attendere altro, che ad incanti, à malie, & à magiche operationi, et vantasi (per quanto m'è da molti detto) di saperne piu di Circe, più di Medea, più di Micale, più di Ericto et piu della scelerata Eriphia. Venne l'altro giorno à visitarmi un'huomo ornato di grandissimo giudicio, et dissemi che costei faceva professione di saper l'arte del compor veleni in maggior eccellentia che non seppe Canidia, della quale Oratio in cotal modo favellando scrisse. AN MALAS CANIDIA TRACTAVIT DAPES? ma che dico io di Canidia? egli mi disse ch'ella ne sapeva piu di Sagana piu di Veia piu di Folia & piu di Locusta: & voi siete si dell'honor vostro, poco amica, & poco gelosa che con essa senza rispetto prattichiate? Lasciate, lasciate queste vostre brutte conversationi, et togliete prattica c'habbia più dell'honorevole. volete forse che si dica per la città vostra, che siate una fascinatrice, una maga & una incantatrice? Deh vi venga la contrittione sono questi studi à donna Christiana convenevoli? liquali furno possenti à rendere infami Zoroastre, Democrito, Pitagora, Hermippo, Dardano, Empedocle, Apollonio, Tiridate & Apuleio? Vi prego adunque & con le mani in croce ve ne prego: à lasciar tal compagnia, & abbracciare le persone virtuose & non infami, si come è costei, & con laquale, à tutte l'hore vi ritrovate: state sana. di Modona alli .XX. d'Aprile.
LA CONTESSA DI MONTE L'ABBATE À SUOR. A. B.
La professione della vita monastica qual faceste già molti anni sono, richiederebbe che voi menaste altra vita di quella che menate; imperoche si come nella faccia piu offendono i Nevi & le Verrucole; che nelle altre parti del corpo le gran macchie & le horribili cicatrici: cosi piccioli peccati paiono sempre più grandi nelle persone religiose; la vita de quali fu già proposta à noi altri per un chiaro essempio & norma di ben vivere. Considerate (vi prego) che vogliano dir que veli che portate in capo: certo non altro solevano significare che castigo et mortificatione delle membra. considerate quella parte delle vostre vestimenta che volgarmente si chiama la patientia; & vedrete quel ch'ella vuole dimostrare si come ad Ercole cavatosi di dosso la pelle del leone, non si conveniva punto quella veste milesia, con laquale serviva ad Omphale: cosi mal si conviene à voi di haver lasciato la vita monacale & vivere hora in tante delitie che non ne gustò mai la metà la delitiosa Messalina. non dico già che sempre io approvi il monastico rigore: ma ben vi dico che si come l'arco troppo tirato si rompe, cosi l'animo troppo rimesso & ocioso si spezza & perde ogni suo vigore. Deh ritornate al monistero, dove ad un tratto meno offenderete Iddio, & l'honor della casa vostra & qual reputatione credete voi che recar vi possi l'assidua prattica de dissoluti scolari qual voi havete? mutate, mutate vita, & non aspettate che la divina sferza ve la faccia mutare. Iddio da mal vi guardi. Di Vinegia.