Hò inteso quanto mi havete scritto del novo parto, et insieme hò chiaramente inteso la sospittione che voi havete che il parto non sia stato generato da suo marito, per esser egli molto vecchio, mi maraviglio di voi che vi lasciate entrar nel capo cotai sospittioni. ricordatevi che la carità Christiana non sospetta mai di alcuno male: OMNIA CREDIT ET OMNIA SUFFERT si come l'Apostolo ne afferma: ditemi un poco voi, che siete prattica della scrittura vecchia, non generò Adam il figliuolo Seth sendo di cento trenta anni? non generò Abraam di cent'anni? non generò Iared il buon Enoch di cento sessantadui, & Mattusalemme Lamec, sendo di cento ottantasette? ma lascio star le cose sacre, perche potreste dire, che non senza divino misterio ciò fusse accaduto: over che gli anni delli Ebrei fussero dalli altri differenti: non si legge presso di Plinio che Massinissa generò Metimatmo di ottantasei anni? Catone incensorio ingravidò la figliuola di Salonio sendo di ottanta, & Volusio Saturnio generò havendone trapassato sessantadui. perche vi pare adunque impossibile che messer Antonio sia vero padre, havendone appena sessanta? state in buona fede, & lasciate le mormorationi da canto: certo se altro non imparaste, mentre habitaste con le suore, che mormorare, & pensar male, havete fatto poco frutto nella spiritualità. state sana di Ferrara alli XII. di Genaro.

IPPOLITA CATTA À M. CLARA BRESSILLA.

Odo che non volete accettare nelle vostre case Gismondo per esser bastardo, tanto è l'odio, che naturalmente portate à chi di legittimo matrimonio non nasce: veramente che in questo troppo leggiermente vi portate, et mostrate di non sapere essersi ritrovati molti bastardi, liquali furono vasi di bontà et di dottrina. Quanta virtù militare fusse in Antiphate bastardo di Sarpedone, lo dimostra Virgilio nel nono della sua divina Eneida; cosi dicendo. Et primum Antiphatem. is enim se primus agebat, Thebana de matre nothum Sarpedonis alti. scrive Plutarco che bastardo fosse Omero figliuolo di Criteida. Furono bastardi Enea, Aristonico rè di Pergamo, Aristeo, Ercole, Democoone, Doriclo, Lithierse, Theseo, Romulo, Iugurta, il Rè Manfredo & altri molti virtuosi si che non l'habbiate tanto à schifo, ma ricevetelo amorevolmente, perche ne farete singolar piacere à vostro marito. Di Ferrara alli .X.

CATHERINA PANZARASA À M. ROSA RICCIA.

Hieri alle due hore di notte giunse il vostro messo à farci sapere che di novo havevate partorito una bella figlia: dissi io all'hora fra me stessa, costei mi pare simile à Serapione Pittor molto famoso, ilquale non sapeva pigner altro, che Sciene ne mai li dette cuore di pignere pur un sol huomo & cosi rasimigliai vostra sorella à Dionisio, Pittore, di non minor fama, ilquale non pigneva altro che huomini, la onde ne fu detto dalli altri pittori Antropophago. vorrei pur che imparaste hormai à far de maschi: vi è vergogna grande che siate si da poco; ma di questo sia per hora detto à bastanza, io scherzo con esso voi per lettere, & voi dal fresco parto stanca, et indebolita gemete forse, & altro vorreste, che burle & ciancie: attendete (vi prego) a governarvi bene, ne fate alcun disordine, et se vostro marito stassi turbato per non haver voi partorito un figlio maschio, come egli desiderava, stiasi quanto li piace, state voi allegra credendo fermamente, ch'elle vi debbano un giorno recar maggior consolatione, che non farebbe quanti maschi hebbe mai Deiotaro: Se questi huomini, alli quali tanto rincresce d'haver femine, et non maschi, si riducessero à memoria qualmente infiniti figliuoli hanno già ammazzato chi il padre et chi la madre, non so se ne sentissero tanto rincrescimento quanto ne sentono. Tutte le volte che io leggo che Eraclio Imperadore ammazzò Phoca suo padre per cupidigia di regnare, rimango tutta istordita; tutte le volte che io leggo come Nicomede ammazzasse Prusia Rè de Bitinia, per occupare il reame impallidisco, cosi aviene, quando mi trovo presso delli storici che .L. Ostio, Federico, Fabriciano, Oedipo, Ozia, Albano Martire, et tanti altri fussero patricide, ma non piu per hora. state lieta. dalla Mirandola. alli XX di Febraio.

BARBARA VALENTINI À M. LUCIA FERRERIA.

Mi dimandate consiglio à qual professione debbiate por vostro figliuolo: io non vi saprei mai circa questo dar altro consiglio di quello che scrisse Pindaro. Il bue all'aratro, il cavallo al corso, il cane alla caccia, & l'huomo si ponga à quella ragione di vita, alla quale si conosce esser piu da la natura disposto & inchinato: a voi tocca adunque di havere questa consideratione, poiche a tutte l'hore l'havete dananti à gli occhi: se voi lo porrete ad alcuno esercitio dove la natura, & la volontà sua non lo inchini, non riuscendo poi felicemente (come vorreste) non piu ve ne dovete maravigliare che fareste gia se col bue andaste a caccia, & non pigliaste lepri, & con l'aratro saettaste, & non coglieste uccello. state sana. di Modona. alli XX. d'Aprile.

ISABELLA FEDERICI MARTINENGA A M. CHIARA L.

Per l'ultime vostre che mi portò Gregorio vi dolete stremamente che à tutte l'hore siate alla sproveduta sovragiunta da qualche aversità, et di quella sorte qual meno dall'altre vorreste, & per quanto comprendo dal vostro scrivere, vorreste vi fusse lecito di far la scelta de gli affanni, et di sceglier quelli che men noiosi et spiacevoli vi paressero: ma troppo di gran lunga voi v'ingannate; imperoche si come ne giuochi Olimpici non si suol far elettione dell'aversario, ma quel si toglie, che la sorte vuole, cosi nella vita nostra bisogna contrastare à quella fortuna che ne occorre, et non à quella, qual noi vorremo. studiamo pur sorella mia di contentarci de lo stato nostro, & di sofferir patientemente quanto vuole Iddio: maggiori affanni che voi non sostenete, sostengono molti men avezzi à patir di voi, ne si lasciano cosi sbigottire come voi fate: nella vita nostra non ci è cosa pura, ma vari mescolamenti se à voler che l'oratione del gramatico sia di grato accento bisogna ci concorrino mute vocali, consonanti, liquide & altre cose cosi nella vita bisogna che diversi accidenti accagiano, laqual varietà la fa parere piu bella et piu riguardevole di quel ch'essa parrebbe se ella fusse d'un perpetuo tenore. dalli Orzi.

MARGARITA BERNARDINI À M. CASSANDRA.