Mi scrivete nelle prime, & nelle seconde vostre, che io debba essortar Cirillo vostro nipote, a voler attendere ad altro che a lettere, parendovi troppo brutta cosa che un'huomo di si chiara fama come egli nel vero è, non sia buono salvo che ad una cosa sola. Io li ho piu volte detto che ciò non meno dispiaceva a me, che a voi dispiaccia; ma però rimuoverlo non posso: si che sforzata sono di portarlo in pace, & confortarmi col vedere che anche quella terra che genera il sale, non genera mai altra cosa, & cosi credere che il medesimo avenga a quelli ingegni che nelle dottrine sono fecondi, poiche di rado si veggono buoni nelle altre civili attioni. Questa tal sorte d'huomini, mio padre li soleva già rasimigliare ad un fonte posto non so in qual luogo, dove il nitro solo & non altra cosa vi ci nasce quanto poi a quel che mi scrivete che richiamar lo debba da alcuni vitij, ne quali naturalmente è inchinato. Certo non ne perdo mai alcuna occasione quando ella mi si offerisce, ma dovete sapere che si come è cosa facile al pesce, l'entrar nella nassa & difficil poi uscirne, cosi agevol cosa essere il scorrere ne vitij, ma molto malagevole il sapersene ritrarre, benche in lui non mi paia d'haverci scorto mai altro difetto che di darsi troppo in preda ad una sfortunata meretrice, & sonomi lungamente maravigliata come si felice ingegno si lasciasse ritardare del salire alle grandezze del mondo per si vil oggetto (sono mi dico) di cio molto piu maravigliata che di vedere che un picciol pesce, sia bastante a ritenere una gran nave: (quantunque sospinta sia da impetuosi venti) Io non so però che altro fargli, salvo che pregar Iddio che lo converti a se, & faccialo tosto ritornare nella buona strada. Di S. Quirici alli X. d'Agosto.

LA CONTESSA MADDALENA AFFAITÀ BIA ALLA REVEREN. ET ILLUS. SUOR DIANA DE CONTRARI.

Hò inteso per piu d'un messo che vi siete fatta monaca & che havete incominciato a vivere una vita angelica, anzi che humana, di che, hò ricevuto tanta allegrezza che di più non ne poteva esser capace; perseverate vi prego come incominciato havete, & se al primo tratto non potete conseguir quella perfettione che voi vorreste, non per ciò vi diffiderete delle vostre forze (aiutandole Iddio) ma persevererete, con stabil perseveranza per ferma cosa tenendo, che si come la Pittura cominciò prima dalle ombre & dalle linee, dopoi trappassò al Monocroma, d'indi, si venne al lume & all'ombra, insieme con la varietà di colori, fin che ella pervenne finalmente alla somma ammiratione del stupendo artificio, cosi in noi non nasce la virtù perfetta, ma a poco a poco con cottidiani atti virtuosi ella si conduce alla desiderata sommità. Voi (per la Iddio gratia) ridotta vi siete in un monistero dove havrete ottimi essempij: hor qui vi essorto io a fare come già fece Zeusi, il quale dovendo pingere alli Agrigentini l'imagine di Giunone, veduto ch'egli hebbe tutte le vergini della città, cinque poi ne elesse per imitar in quelle, ciò che havessero di bello & di perfetto; cosi voi di molte savie donne che in questo monistero di S. Antonio sono, eleggerete le piu savie, & quel che in esse ottimo giudicherete, lo pigliarete per una gloriosa imitatione. Intraviene a chiunque fa professione di essere virtuoso come a Pittori accade. Si come non ogni pittore vale in qualunque parte dell'arte, ma altri in tirar linee, altri in isprimer volti, altri nella proportione & altri nella mescolanza de colori eccellentia dimostra: cosi nell'abbracciar la virtù, alcuni si veggono piu constanti, alcuni piu giusti, & alcuni di maggior temperanza ornati: queste poche parole v'hò scritte per l'amor grande che vi porto, attendete a conservarvi sana di mente & di corpo.

OLINDA SCOTTA ALLA S. AURELIA CONTESSA ET MADRE HONORANDA.

Gran dispiacere è il mio S. madre che per si lungo tempo stiate da noi absente, & ispetialmente per piatire alla civile, et che è peggio, in luogo dove l'ingordigia delli avocati è incredibile: certa cosa è che si come la bilancia piega hor in questa parte, hor in quella secondo il peso ch'ella riceve, che cosi fanno anchora gli avocati de nostri miseri tempi; piegansi & favoriscono sempre quelli che piu largamente lor porgono, & a dietro lasciano quelli la causa de quali è spesse volte di gran lunga migliore: voi vi siete poveretta voi, condotta in una città dove fa mestieri de danari in maggior copia che non hebbe Cleopatra, la somma de quali facilmente comprender si puote dalle sue mura poste fra i sette miracoli del mondo, dalla sua coppa il cui peso era di quindici talenti, dal convito col quale ricevette M. Antonio, & da quelle bellissime perle & altre spese quai fece ne suoi tempi: farebbevi anchora mestieri d'una grandissima prosuntione, la onde voi siete la istessa modestia. farebbevi di mestieri d'una patientia che avanzasse quella di Socrate: Io veramente (parlo per la parte mia) anzi che sofferire che stiate da noi si lungamente absente, patirei piu volentieri di perdere quanto posso possedere al mondo, & rimanermi in camiscia & scalza. tornate adunque tosto cara S. Madre, fate ogni sforzo che almeno alle feste di Natale siate a casa. oh che maninconiche feste sarebbono le nostre se si facessero senza l'amata vostra presentia. Di casa alli XIII. di Novembre.

RIGHETTA SANSEVERINA ALLA S. LEONORA CALANDRINA.

Piacemi infinitamente d'haver inteso che tutta data vi siete alla virtù: pregovi per tanto a perseverare ricordandovi che si come i grandi obelischi con molta fatica si rizzano per il grave peso che in se contengono, ma collocati che sono in determinato luogo, durano poi per infiniti secoli: cosi difficil cosa esser l'acquistar fama di savia & di virtuosa donna, ma acquistata, non morir mai: benche a me paia che gia lungo tempo fa intrata voi siate nella via della virtù, ne mai hò in voi ripreso cosa veruna, anzi v'hò sempre sommamente lodata: & detto che siete la piu liberale & cortese Signora ch'io m'habbi veduta al mio vivente, cosa che non posso già dire di quella vostra amica, la quale con si amaro viso riceve chiunque l'entra in casa, che sono stata sforzata piu volte di rassimigliarla a quella faccia di Diana che nell'Isola di Scio già si vedeva in elevato luogo posta, la quale trista & lagrimosa si dimostrava a chiunque entrava, dolce & lieta a chi n'usciva. non farete già voi cosi, anzi desiderando vera & eterna fama apparechiate con la cortesia altri fermi & stabili fondamenti: guardative a non esser simile a quella gemma detta Iris, la quale non rende i colori dell'arco celeste, salvo che in luogo opaco & al Sole li perde affatto, ne quelli rende perche in se stessa li habbi: ma li rappresenta sol nelle pareti, fanno veramente a cotesto modo molti liquali mostrano molti simulacri di virtù, ma all'oscuro li dimostrano. ne altro vi dico, state in Christo. Di Napoli alli XIII. del presente.

DEMETRIA GALLERITTA A M. BRUNELLA SOTIRA.

Mi havete fatto singular piacere, a non dar a nostro figliuolo per moglie, la figliuola di M. Sestilia: a me nel vero non piacquero mai quei suoi capelli crespi & corti: quelle mamelle grandi, ne quella voce si sottile & alta, per esser gli espressi di donna incontinente et lussuriosa: ne vi paia maraviglia che tal giudicio faccia dalla forma & dall'habitudine del corpo suo poi che Socrate approvò tal cognitione in Zopiro, & Hippocrate, in Philomene Phisionomista molto eccellente: non dico già per ciò che la potentia loro, sia si grande, che tiranneggiar ci possa, & di questo sia per hora detto a bastanza, ragionerò hora famigliarmente con esso voi per lettere poi che con la presentia non posso d'alcune altre cose che sono doppo la partenza vostra repentinamente occorse, ringratiovi della lettera consolatoria scritta a M. Philippo nostro: dogliomi delli suoi dispiaceri & meno me ne doglio, perche la radice del suo male, è nata dalla sua ambitione, non volendosi contentare dell'humile stato nel quale Iddio lo pose. Quelli che habitano nelle spelonche non sono mai percossi dalla saetta, cosi mai sono da Prencipi & gran Signori oltraggiati quelli che dell'humile & bassa fortuna si contentano, non li sarebbe avenuta questa sciagura se havessimo piu savi & pietosi magistrati di quel che noi habbiamo: certa cosa è che si come quella medicina merita piu loda che sana con la dieta le parti vitiose, che non fa quella che li risana col fuoco: cosi miglior magistrato giudico io quel che corregge i delinquenti che quello che dal mondo li lieva: ma ben mi doglio che insieme con li altri danni ci sia stato quel delle facultà vostre, & rincrescemi che siate stata sforzata di perder i vostri piu cari ornamenti che presso di voi havessi, conviene però haver patientia d'ogni cosa & ricordarsi che quelle donne furono sempre da savi giudicate esser meglio ornate che sprezzatrici furono delli ornamenti: si come anchora di piu soave odore son giudicate quelle, dalle quali niuno odore spira: fidatevi pur che saranno molto ben sofficienti gli ornamenti dell'animo vostro, a farvi riverire & amare dal mondo: anchora che ignuda rimaneste. state sana. Di Trahona alli X. d'Aprile.

LUCRETIA DA ESTE S. DI CORREGGIO ALLA S. L. R.