LA CONTESSA AVOGADRA A M. F. N.
Molte cose ho io sovente volte in voi biasmato circa il ministerio della casa vostra, ma niuna però mi pare di maggior odio degna che di sempre, per ogni minima spesa che vi occorra da fare, togliere ad usura con ingordo interesse. Vieta Platone che non si dimandi acqua da vicini, fin che non s'habbi scavato tanto in casa, che non ci sia piu speranza di potere ritrovare alcuna vena: cosi dovereste voi fare, essaminar prima diligentemente se con la parsimonia ò con altra honesta via potete soccorrere & riparare a vostri bisogni, prima che ricorriate all'usurai, laquale è simile al fuoco, che una cosa doppo l'altra consuma & distrugge. Se il Tempio di Diana Ephesia haveva auttorità di salvare senza veruna lesione, quelli ch'erano de debiti aggravati, molto maggiore credo l'habbi la frugalità & la moderanza del ben vivere. Paionmi veramente li usurai simiglianti alla lepre, laquale quasi in un medesimo tempo partorisce, nodrisce & soprafeta, che è di novo partorire: cosi fanno li usurai danno, & subitamente chieggono, & ponendo togliono, dando tuttavia ad usura quel che per l'usura ricevettero. Considerate (vi prego) meglio i casi vostri, acciò non si dica che voi habbiate rovinato questi poveri figliuoli, quai vi lasciò vostro marito, partendosi da voi, per andare al cielo, & ve li lasciò con fidanza grande, che li havessi a governare insieme con le lasciate facultà con quella prudentia & discrettione; che a tanto vostro ingegno si conviene ne altro di questo vi ragiono. nostro .S. vi consoli et sempre vi consigli nelle vostre attioni. Da Brescia.
LUCRETIA AGNELLA A M. F. N.
Per quanto m'è rifferito, voi vi siete turbata con esso meco, & di me n'andate dicendo tutto il male, che voi potete, perche l'altro giorno de vostri falli vi ripresi: di tutto questo, non mi sono punto commossa, ne ve n'hò portato pur un tantino d'odio ò di malevoglienza sperando che le mie salutevoli ammonitioni dovessero far un giorno verso di voi, come far sogliono i rimedi medicinali liquali, da principio, mordeno, & poi finalmente conferiscono & salute, & piacere grande: se tutte le amiche vostre facessero a cotesto modo, voi siete incorsa in molti dishonori che non ci sareste incorsa, ma vostro sia il danno poi che vi fidate di ogn'uno, & senza giudicio alcuno, vi pigliate qualunque si voglia, per amica & per segretaria: ei non si fa cosi, ma si fa prima isperienza se l'amica è di buona & di leal natura; se l'è fedele, se l'è di buona fama & di buoni costumi. Si come fassi prova hor con le bilancie, hor con la pietra se il danaio è buono prima ch'egli si riceva, perche non facciamo noi similmente l'isperienza se l'amico è degno della nostra amistà prima ch'ei si ricevi nell'amicitia? ma a voi non piaceno (per quel che mi aveggo) quei che vi dicono la verità sul viso ma piaccionvi solamente li Adulatori & le adulatrici li quali, vi vezzeggiaranno sin che haverete da donargli, come vi haveranno spogliata & fatta rimaner ignuda non vi conosceranno più ne per amica, ne per parente, fanno li adulatori a punto come fanno i pedocchi, li quali abbandonano i corpi de defunti non essendovi piu sangue del quale si solevano nodrire: ma di questo sia detto a bastanza; spero che mi conoscerete un giorno meglio che hora non fate; & per ottima amica mi terrete. Di Vinegia.
LUCIA GUINIGI À M. LELIA SO.
Il vostro andare alla predica, mi pare di molto poco profitto, poi che non ci andate salvo che per giudicare il predicatore s'egli favella Thoscanamente ò non, se l'ha buona voce, & se l'ha gesti commodi & belli da vedere. Vorrei piu tosto faceste come faccio io quando beo, mi traggo prima la sete, & poi a bell'agio contemplo l'intaglio della copa, ò il lavoro del bicchiero. considerate anchora voi prima quanto sia giovevole ciò ch'egli vi dice, & poi considerate (se'l vi pare) l'elegantia del dire & la proprietà della lingua. Quelli che sol ricercano gli ornamenti dell'oratione, paionmi simili a quelli che non vogliono ber l'antidoto se il vaso dove l'hanno a bere non è recato da famoso luogo; & cosi la vernata non si vogliono por in dosso veste alcuna, se tutta la lana della quale è tessuta, non viene d'Athene. intendo di piu che non fate mai altro in chiesa che cicalare hor con questa & hor con quella vicina. non fanno già cosi quelli che hanno voglia di far profitto nella via d'Iddio, ma odono tacitamente, & con riverentia. & come volete voi far frutto se non ci attendete? voi vi fate tenere una cicala & altro non ci guadagnate: bisogna star attentamente dal principio a fin al fine si come far si suole nell'udir le Tragedie; altrimenti non se ne po trar alcuna utilità: di questo v'hò voluto avisare, acciò che ve ne asteniate per l'avenire: pigliate vi prego in buona parte quanto v'ho detto: l'ho fatto per l'amore che vi porto, & non per altro rispetto. state sana. Da Saltocchio. Di Lucca alli XIII. di Marzo.
D. CORNELIA PICCOL'HUOMINI CONTESSA DI ALIFFE ALLA S. CLARA PESTA.
Le querele che voi fate dell'humil vostro stato, mi danno sospittione che voi non habbiate quel fior d'intelletto che m'ho sempre creduto da che prima vi conobbi, ma perche vi querelate voi della bassa conditione nella qual siete, essendo piu sicura di qualunque alto grado? Si come li edificij posti in luogo palustre, ne temono esser da Voragine assorbiti, ne a terremoto, alcuno soggiacciono; cosi l'humil fortuna non è sottoposta ad alcun male. Ricordomi altre fiate havervi detto di simili ragioni: ma voi troppo sorda a miei santi ricordi, oprate tutto'l contrario di quel che dovereste, & quanto piu vi essorto, & a mio potere vi accendo il cuore a dispregiar lo splendore della fortuna (essendo questo reputato cosa virtuosissima) tanto piu vi raffreddate nelle virtuose attioni a quelle poi disponendovi se con pessimo essempio disviare alcuno vi volesse mi fate veramente sovenire di quella pietra detta Gagate laquale, per l'acqua si accende, & con l'oglio si spegne si di contraria natura paretemi composta, & tanto renitente vi veggo a quello che di spontanea volonta dovereste procacciare. L'è veramente mostruosa cosa l'inconstantia de nostri cervelli l'è in effetto degna di maggior stupore che non è veggendo noi che la pietra detta per proprio nome Siniphio, di sua natura molle, con l'olio caldo, non si mollifichi & inteneriscasi: ma tempo per hora congruo non giudico io di disputar con esso voi, a me basta d'ammonirvi con quella dolcezza che a voi & a me si conviene, se l'accetterete con quell'animo che le mie ammonittioni vi porgo, ne voi riporterete danno, ne io perdero il frutto delle mie fatiche. Vivete lieta quanto piu potete, & amatime.
CATHERINA VIGERA A M. VERONICA PULCI.
Non viene alcuno de vostri compatrioti in queste nostre parti, che non ci racconti cose maravigliose della gentilezza del spirito, et della singolar bellezza del corpo vostro, affermandoci che traete a voi qualunque vi vede, ò pur una sola volta vi parla, con quella prestezza che fa la calamita il ferro, ma non con occulta virtù come quella far suole, ma con chiara & aperta poi che a tutte l'hore la bontà vostra, vi riluce & nel sereno de gli occhi, & nell'ampio & giusto spacio della bella fronte: vorrei pur una volta da voi imparare che artificio usate per far che le persone tanto vi amino, che di lor stessi si dimentichino: ho io da questo, con molti divisato & da loro inteso esser di ciò cagione l'affabilità incredibile che in voi a tutte l'hore si gusta: ma certa sono però io che non sol questa virtù alberga nel vostro nobil animo, ma insieme con questa molte altre vi ci albergano imperoche delle virtù & morali & Theologali avienne a punto come suol ancho avenir de metalli: rade volte accade ritrovar alcuna vena d'oro ò d'ariento che un'altra vicina non ve ne sia, dal che n'hebbero da Greci il nome: niuna virtù si puo trovar soletaria, ma l'una tira sempre a se l'altra: sia come si voglia io vi faccio sapere che vi amo di perfetto cuore. Di Montalbotto alli XII. d'Aprile.