Piu volte havete riso di me, perche faccia tutto 'l giorno distillare acque da mastro Christophoro: io hò parimente riso della simplicità vostra et del vostro consorte che non sappiate quanta virtù spesso ci si trovi: ecco che io vi mando per la mancia di questo Natale, la piu miracolosa acqua che mai ne da huomo, ne da donna sia stata fatta: sana i leprosi, toglie ogni et qualunque macchia, rende la vista chiara, & ci conserva in perpetova & eterna gioventu, & accioche non ve ne manchi mai per vostro uso, vi mando insieme la ricetta. Pigliate limatura d'argento, ferro, ramo, piombo, acciaio, oro, schiuma d'argento & schiuma d'oro & di storace. Porrete dette cose per il primo giorno nell'urina d'un fanciullo vergine: il secondo giorno in vino bianco caldo: il terzo nel succhio di fenocchio, il quarto giorno nel bianco dell'uova, il quinto giorno nel latte di femina che allati un fanciullo: il sesto giorno nel vin rosso: il settimo in sette albumi d'uova, & tutto poi pongasi nella capella del Lambicco a lento fuoco, & quel che n'uscirà conservatelo in un vaso d'oro: overo d'ariento, & quando n'havrete chiaramente veduto l'isperienza, imparate a credere a chi sa & per età & per isperienza piu di voi, & far riverentia a fornelli, & a lambicchi, & a mastro Christophoro per il cui mezo si veggono apertamente i gran segreti della piu segreta parte di Philosophia. state sana. & raccomandatime alla S. Isabella & alla S. Hippolita vostre cognate: habbiate cura d'Isabella vostra figlia & di Clementia, ne mancate di sollicitar Sforza che attendi alle lettere. Da Pesaro, in casa Giordani alli X. d'Agosto. Vostra madre vi saluta & tosto sarà di ritorno con esso meco, se a Dio piace.

SUOR LUCRETIA BORGIA A M. LUCRETIA AMANIO.

Due vostre lettere mi sono capitate alle mani, nelle le quali con instantia mi pregate a farvi havere la ricetta di quella polvere tanto alla luce giovevole; et io, che sono sempre stata desiderosa di servire doppo Christo, le persone d'honore, come voi siete, per una che mi richiedete due ve ne mando, acciò che se l'una fusse men efficace, supplischi l'altra: la prima si è questa betonica, ruta, chelidonia, sassifragia, levistico, polezzuolo, aniso, cinamomo, euphrasia, parte uguali manipolo .i. Cordamomo, zenzaro, fenocchio, petrosello, hisopo, origano, sillero montano, parti uguali, dracma .i. galanga, oncia .i. zucchero oncia .i. facciasene polvere per porre sopra delle vivande & indubitatamente ricuperarete & conservarete la vista lungo tempo: quando non vi fusse commodo di fare la sopradetta descrittione: fate quest'altra qual troverete forse di miglior effetto: di Tutia preparata dracma .i. di mastiche, drac. V. scrip. V. di camphora: scupolo .i. di carabe: dui scrupoli di vitriuolo bianco: facciasene polvere molto sottile & pongasi nella quarta parte di acqua rosa ben distillata al Sole: riponetela poi in un vaso di vetro ben turato, & ponetene ogni mattina una giocciola ò due ne canti de gli occhi. Sono tutte due queste ricette di gran momento tolte dalli piu antichi medici che mai cotal arte essercitassero. prego Iddio le accresca & aumenti la virtù per vostro beneficio. Da S. Bernardino di Ferrara alli XVIII. di Luglio.

LUCRETIA CUOCA A M. FULVIA BELINCINA.

Voi mi scrivete d'haver inteso che io hò un'unguento buono per le rappe che vengono alle vecchie, io non adoperai mai al mio vivente cotal cose, non tanto per non haverne havuto bisogno, quanto che sempre mi spiacquero le cose sophistiche & apparenti. sappiate pur M. mia che per levar le rappe non si levano gli anni se le ci sono, non si doverebbono ne anche togliere, acciò ne fussero un salutevole ricordo d'haver tosto a mutar albergo. Siamo pur nel vero insatiabili, non vogliamo morir giovani, & non vogliamo doventar vecchie. vedete che bestialità è la nostra: sapete quel che mi credo di queste madonne, che vorrebbono al dispetto del tempo parer fanciulle? credo io (& perdonatemi se vi offendo) credo che habbino voglia di vivere da giovanette & scapestratamente. Cosi dico d'alcuni galant'huomini che si tingono le barbe, pensate pur da voi stessa che se non sono fedeli nel pelo, cosa di si poco momento, quel che saranno nel resto, & quanto sia da fidarsi di loro? ma non voglio per hora predicar ne a voi, ne ad altri, io non sono la Contessa di Guastalla, ne la stigmatica Camilla, ma pur poi che tanto importunamente chiedete v'insegnarò quel ch'io hò ritrovato scritto ne libri di un eccellente Phisico. Pigliarete adunque quell'herba detta gladiolo, overo spada, & ne trarete succo, col quale ungeretevi la sera il viso: trovarete la mattina la cote elevata & alquanto rumpersi: hor questa rottura curarete voi con l'infrascritto unguento Dragontea munda, radice iari; parti uguali, tritatile nel mortaio, con la songia: distemperatele con acqua calda, & colatele per un panno, & cosi stia per ispatio d'una notte; rimovete poi quell'acqua la mattina, & ponetive l'acqua de fiori di Caprifollio: facendo questo che vi dico io, parerete una fanciulla di sedici anni, ne saracci alcuno che creda che habbiate passati li sessantasei: se altro per voi posso comandatime che pronta all'honore & servitio vostro mi troverete. Di Ferrara alli XIII.

LEONARDA DA ESTE A M. N. D.

Vi mando honorata madonna, la ricetta del far la faccia rubicunda, tante volte con instantia da voi richiesta; ma prima che ve la descrivi, io vi ricordo che non ci è il piu bel colore di quel che la vergogna nel volto d'honesta donna imprimere suole: & di tal colore dissero alcuni savi esser la virtù. Se di questo, le donne di nostra età, si tingessero alcuna volta la faccia, parerebbono assai piu belle che non paiono, tingendosela con la pezzuola di levante, con le bambagine di Ferrara, ò con i scodelini di Spagna: ma di questo soverchio mi pare in ragionarne diffusamente con esso voi, sendo come siete amica d'honore, & di virtù: alla ricetta dunque me ne vengo. Pigliate radice di viticella scorticatela diligentemente, & tagliatela minuto minuto, & desicatela, spolverizatela poi, & distemperatela con acqua rosa, & col bambagio, overo con un panno lino, bagnatevi la faccia & parerete un Cherubino del paradiso state sana: & accadendovi veder alcune della nostra santa compagnia, mentre sto in villa, bacciateli la fronte da parte mia (ispetialmente) alla bella Mamma Riminaldi. Da Stuffione alli XX. d'Agosto. La Signora Lena vi saluta con tutto'l cuore: & io col cuore, con l'anima, & con tutti i sensi vi bascio la serena fronte.

GENEVRA MALATESTA A M. GIULIA MONTINA.

Hò fatto chiamare in casa mia, quanti medici sono in Ferrara (parlo de dotti) & non de certi che ne sanno meno delle lor mule: & ho favellato dell'indispositione di vostra sorella, ispetialmente del largo flusso delle purgagioni, & sonosi risoluti tutti di non potergli dar il piu prestante rimedio dell'infrascritto. Piglierete sole di scarpe ò di pianelle vecchie, & spolverizatele, pigliate poi delle frondi di alloro, & cotte che le sieno, fatene una suffumigatione per le parti di sotto fatto che haverete questo: pigliarete seme di ortica, & corno di cervo ridotto in polvere & daretegliene bere: il mangiar suo sia di galline cotte, mangi del pane d'orgio, peschi freschi & cotti nell'aceto: beva de la ptisana fatta con perfetto orgio, nella quale, sia primieramente cotta radice di piantagine: fareteli porle ventose fra le mamelle: dategli ber del suco del semprevivo col vino; questi sono i rimedij d'importanza, et vi faccio saper che Ferrara non ha d'haver invidia a que dotti tempi che videro Ascelpiade, Nicomaco, Erasistrato, Oribasio, Nicerote, Podalirio, Themisone, Theombrotto, & il Massiliense Crina. ci habbiamo dui Antonij, l'un pare, anzi superiore, a quell'antico Antonio Musa: & l'altro dalla luce, che alli oscuri & duri morbi recar suole Luceio fu da Lusitani prima detto: se il primo Antonio fu medico di Augusto, questo moderno, di cui favello, è medico di Hercole, & è tanto maggior dell'antico in espugnar le crude infirmità, quanto fu piu forte Hercole di Augusto: ne altro di questo vi scrivo, attendete a conservarvi in sanità & procaciare che altri pel vostro mezo si risani. Di Ferrara alli XX. di Luglio.

CATHERINA G. FORESTA A M. CLAUDIA LANDRINI.