Il giovine levò gli occhi, lo riconobbe e rispose: — Ero morto e tu m'hai risuscitato; che altro farei della mia vita?»

Non è agevole cosa definire la qualità del riso di Wilde. È un ridere leggero, un condurre di prato in prato relegante armento di delicate «fumisteries», immaginate e dette su fumo di sigarette.

Di questo suo humour personalissimo diamo esempio, in questa raccolta, con la traduzione dei due deliziosi etchings che seguono, racconti di buffoneria, dove Wilde, come sempre, rimane serio.

G. Vannicola.

IL FANTASMA DI CANTERVILLE

I.

Quando il Ministro d'America, signor Hiram B. Otis, acquistò il castello di Canterville, tutti dissero che faceva una sciocchezza, poichè il castello era abitato dagli spiriti.

Lo stesso Lord Canterville, del resto, nella sua scrupolosa onestà, discutendo le condizioni dell'acquisto, si era fatto un dovere di avvertirne il signor Otis: