— Vediamo, — disse il fantasma molto cortesemente, — come potevo io fare? È difficile al giorno d'oggi procurarsi del vero sangue, e poichè vostro fratello adoperava lo smacchiatore incomparabile, non vedo perchè non avrei dovuto impiegare i vostri colori per resistere a quello. Quanto alla tinta, è questione di gusto: così i Canterville, per esempio, sono del sangue più turchino che vi sia in Inghilterra.... Ma so che voialtri americani non tenete conto di queste cose....
— Che ne sapete voi? quello che potete fare di meglio ormai è di emigrare: ciò vi formerà lo spirito.
Mio padre sarà ben contento di farvi dare un biglietto gratuito e, benchè vi siano dei diritti di dazio molto alti per tutti gli spiriti, non vi saranno fatte difficoltà alla dogana; tutti gli impiegati sono democratici. Giunto a New York, voi potreste avere un grande successo: conosco molta gente che darebbe centomila dollari per avere un avo e che darebbe assai di più per avere un fantasma in famiglia.
— Io, invece, sono persuaso, che non mi troverei bene in America.
— Forse perchè non abbiamo delle rovine, delle cose strane? — chiese ironicamente Virginia.
— Non avete rovine! Non cose strane! Ma avete bene la vostra marina e i vostri modi.
— Buona sera, vado a chiedere a mio padre di accordare una settimana di più di vacanze ai miei due fratelli gemelli.
— Vi prego, miss Virginia, non ve ne andate, sono così solo, così infelice.... non so più come tirare avanti; vorrei andare a coricarmi e non lo posso.