Il poveretto era così abbattuto, così demolito, che la piccola Virginia, anzichè cedere ad un istintivo sentimento di paura e correre a chiudersi nella sua camera, fu presa da compassione e volle provarsi a consolarlo. Si avvicinò a lui in punta di piedi, così lievemente, che egli sprofondato nella sua tristezza, non si accorse della sua presenza se non quando la fanciulla gli volse la parola.

— Sono addolorata per voi, — disse; — ma i miei fratelli torneranno domani a Eton; se dunque vi condurrete bene, nessuno vi tormenterà più.

— È assurdo domandare di condurmi bene, — rispose il fantasma, guardando con aria stupita la fanciulla che aveva avuto il coraggio di rivolgergli la parola. — È assolutamente assurdo, bisogna che scuota le mie catene, che grugnisca dai buchi delle serrature, che cammini la notte, che faccia tutto ciò che voi chiamate condursi male.... È l'unica mia ragione di essere.

— Non è affatto una buona ragione di essere; e siete stato ben cattivo, sapete! Mistress Umney ci ha detto, lo stesso giorno del nostro arrivo, che avete ucciso vostra moglie.

— Sì, ne convengo, — rispose storditamente il fantasma, — ma fu un affare di famiglia e non riguarda che me.

— È sempre un delitto ammazzare una persona, — sentenziò Virginia che prendeva alle volte una graziosa piccola aria di gravità puritana, ereditata certo da qualche avo venuto dalla Nuova Inghilterra.

— Oh, io non posso soffrire la moralità a parole.... Mia moglie era molto brutta, non stirava mai convenientemente i miei polsini e non s'intendeva affatto di cucina. Ascoltate: un giorno avevo ucciso un magnifico cervo maschio di due anni nei boschi di Hogley; non indovinereste mai come lo cucinò!.... Ma lasciamo questo tema: è affare finito, ormai, e trovo che non fu giusto da parte dei suoi fratelli farmi morire di fame perchè l'avevo uccisa.

— Farvi morire di fame?... Oh! Signor fantasma.... signor Simone, volevo dire, avreste per caso ancora fame? Ho un sandwich nel mio cestino.... vi piace?

— No, grazie, ora non mangio più; ma è molto gentile da parte vostra l'offerta. Voi siete più cortese di tutti gli altri della vostra famiglia, ch'è volgare, rozza, disonesta....

— Basta! — gridò Virginia battendo il piede. — Siete voi ora rozzo, villano e volgare! quanto a disonestà, voi sapete bene di aver rubato i colori della mia scatola per rifare quella ridicola macchia di sangue nella biblioteca. Avete cominciato col prendermi tutti i rossi, compreso il vermiglione, di modo che mi è impossibile ora dipingere i tramonti. Poi avete preso il verde smeraldo e il giallo; infine non mi è restato altro che l'indaco e il bianco di Cina. Non ho potuto più dipingere che chiari di luna, i quali fanno sempre pietà a vederli e sono difficili a dipingersi. Non ho mai detto nulla contro di voi, benchè sia stata molto seccata e tutto questo per una cosa ridicola. Si è mai visto del sangue verde smeraldo?