La storia era molto nota a suo tempo, benchè, in riguardo ai sentimenti che univano le due nobili famiglie, si fosse fatto di tutto per metterla in tacere: anzi, un racconto particolareggiato di essa, si trova nel terzo volume delle «Memorie di lord Tattle sul principe reggente ed i suoi amici».

Il fantasma desiderava dunque di provare ch'egli non aveva perduta la sua influenza sui Silton, coi quali del resto era parente per alleanza, avendo una sua cugina germana sposato in seconde nozze il signor di Bulkeley, del quale erano discesi, com'è noto, in linea diretta i duchi di Cheshire.

Fece quindi i suoi preparativi per mostrarsi al piccolo innamorato di Virginia, nella famosa parte del «Monaco Vampiro, o il Benedettino svenato».

Si trattava di uno spettacolo terribile: infatti la vecchia lady Startuy, quando l'aveva veduto rappresentare, alla vigilia del nuovo anno 1764, si era messa ad urlare perdutamente ed aveva finito per esser colta da un violento attacco di apoplessia, per cui era morta in capo a tre giorni, dopo aver diseredato i Canterville e lasciato tutto il patrimonio al suo farmacista di Londra.

Ma, all'ultimo momento, il terrore che gli incutevano i due gemelli, gli impedì di uscire dalla sua stanza, e per quella notte il piccolo duca dormì tranquillo nel gran letto a baldacchino, coperto di piume, sognando Virginia.

V.

Pochi giorni dopo, Virginia e il suo innamorato dai capelli ricciuti si recarono a fare una passeggiata a cavallo nei prati di Brockley, e Virginia si produsse nel saltare una siepe un tale strappo alla sua Amazzone, che, rientrando in casa, pensò di prendere la scala posteriore per non essere veduta.

Mentre passava correndo davanti alla camera delle tappezzerie, la cui porta era aperta, credette vedervi qualcuno e, persuasa che fosse la cameriera di sua madre, la quale era solita ritirarsi ivi a lavorare, si arrestò per pregarla di raccomodare il suo abito; ma, con grande sorpresa, si avvide di trovarsi invece davanti al fantasma di Canterville in persona.

Stava questi seduto presso la finestra a contemplare gli alberi che ingiallivano e le foglie arrossate, svolazzanti nel grande viale.

Aveva la testa appoggiata alla mano, e tutto il suo atteggiamento rivelava una profonda desolazione.