Due giorni dopo, mentre saliva le scale, la duchessa lo chiamò nel suo salottino e gli fece vedere una lettera ricevuta in quel punto.

— Giovanna mi scrive lettere graziosissime: leggi quest'ultima; è interessante come i romanzi che ci manda Maudie.

Lord Arturo prese vivamente la lettera e lesse:

27 maggio.

Carissima zia,

Ti ringrazio tanto per la flanella che mi hai mandato per la società Dorcas, e anche per le trine.

Hai ragione quando dici assurdo il bisogno di portare delle cose graziose; ma oggi sono tutti così radicali, così irreligiosi che è difficile far loro capire che non devono avere i gusti e l'eleganza delle classi elevate.

Non so davvero dove finiremo! Come dice papà nei suoi sermoni, noi viviamo in un secolo d'incredulità. Noi abbiamo avuto un bel caso per un piccolo orologio a pendolo, inviato da un ammiratore ignoto a papà, giovedì scorso. Ci è arrivato da Londra, porto franco, in una cassettina di legno e papà crede che gli sia stato mandato da qualche lettore del suo sermone «La licenza e la libertà», essendo l'orologio sormontato da una figura di donna, con un berretto frigio in testa.

Partier spacchettò l'oggetto e papà lo mise sul caminetto della biblioteca.

Eravamo venerdì mattina tutti seduti in questa stanza, quando, al momento in cui l'orologio a pendolo suonava mezzogiorno, udimmo come uno sbattere d'ali; un buffo di fumo uscì dal piedistallo della Dea della Libertà e questa cadde e si ruppe il naso sul parafuoco.