I decreti del destino si erano dunque realizzati! Egli emise un profondo sospiro di sollievo e il nome di Sibilla salì alle sue labbra.
— Vi è caduto qualcosa nell'acqua? — chiese ad un tratto una voce dietro di lui.
Si voltò bruscamente e vide una guardia che teneva in mano una lanterna cieca.
— Oh! niente che valga la pena di occuparsene, — rispose egli sorridendo. E, chiamata una carrozza che passava, vi saltò dentro e disse al cocchiere di condurlo in via Belgrave.
I giorni che seguirono, lord Arturo fu ora allegro, ora inquieto. Vi erano dei momenti in cui si aspettava quasi di vedere entrare Podgers nella sua camera e altre volte pensava che la fortuna non poteva essere ingiusta verso di lui.
Due volte si recò sino alla casa del chiromante in via West Moon, ma non osò suonare. Era ansioso e temeva di aver la certezza. Alla fine questa venne.
Stava seduto nella sala da fumare del circolo prendendo il Thè e ascoltando annoiato Surbiton, che gli dava il resoconto dell'ultima operetta alla Gaité, quando il servo portò i giornali della sera.
Prese la Gazzetta di Saint James e ne sfogliò le pagine distrattamente, allorchè i suoi occhi furono colpiti da questo strano titolo:
«Suicidio di un chiromante»
Divenne pallido dall'emozione e lesse il brano.