—Voi mi presentate l'aspetto di un uomo dabbene. Lo siete veramente?
—Signore, io non posso negarlo nè affermarlo. Dirò soltanto che io procuro di non far male a nessuno.
—Dove state di casa?
—Vicino alla Piazza Castello.
—Andiamo. Io voglio conoscere la vostra famiglia, e accertarmi della sincerità delle vostre parole. Se voi non mi avete mentito, io vi regalerò come non lo fu mai nessun suonatore di organetto.
Il giovane si levò risolutamente, ed uscì della bottega. Antonio gli tenne dietro, parendogli di sognare. Preso lo strumento che stava di fuori, si avviarono verso la Piazza Castello, continuando a discorrere quando non lo impediva l'incontro della gente e la difficoltà del cammino. Era cosa molto strana che un giovane signore vestito con eleganza attraversasse la città accompagnato da un miserabile suonatore di organetto, e parlando con lui affabilmente senza impedimento di umani riguardi. No, no, gli umani riguardi e le precauzioni si adoperano da chi segue un lenone, guidatore prezzolato, a qualche misteriosa e facile conquista. Il giovane signore seguiva invece un onesto vecchio nella persuasione che lo conducesse al soggiorno della miseria virtuosa, che egli si proponeva di consolare. Gli animi ben fatti, quando sono posseduti dalla gioja, si sentono doppiamente inclinati alla beneficenza, e bramano di darne prove con qualche atto nuovo e straordinario. Ecco perchè il giovane volle recarsi egli stesso a vedere la famiglia di Antonio, dietro la favorevole opinione che questi gli aveva inspirata. Quando entrò nel brutto viottolo plebeo, mal rischiarato e quasi impraticabile per la neve che lo ingombrava, egli provò una specie di pauroso disgusto, che andò crescendo allorchè pose il piede nella casaccia che abbiamo descritta. Nondimeno superò quel sentimento di vaga inquietudine, e tenne dietro ad Antonio che aprì l'uscio e lo introdusse nella misera stanza. Le due donne restarono come interdette e smarrite di confusione al vedere il vecchio sotto il peso di un organetto, e lo splendido visitatore che lo seguiva. La stanza era fredda come se fosse aperta ai quattro venti, e del fuoco improvvisato poco prima da Antonio non esisteva che un debole rimasuglio. La madre e la figlia stavano occupate a rattoppare certe camicie degne del compratore di stracci, ed avevano per lume un moccolo di sego piantato in un ordigno di legno e fil di ferro, che usurpava il nome di candelliere. I due fanciulli giacevano addormentati sopra un pagliericcio, che un cane mediocremente trattato avrebbe avuto a sdegno. Visto nelle ore notturne, l'albergo del povero è ancor più tetro e squallido di quando è penetrato dalla luce del giorno. Egli pare che il silenzio della notte, il semibujo del luogo, le ombre fantastiche e tremolanti che disegna un lumicino sulle pareti, ed altre indescrivibili cagioni diano alla miseria maggior rilievo, e all'animo una stretta maggiore. Il giovane si sentiva impietosito e insieme rabbrividito allo spettacolo nuovo e miserando che lo circondava. Egli sapeva all'ingrosso ciò che è la povertà; sulle norme di quanto ne vedeva in pubblico e sulle idee che gli fornivano i libri, ma non mai l'aveva ravvisata nel suo vero aspetto, nè colta sul fatto nella intimità della sua dimora. Ecco perchè i ricchi, generalmente parlando, non inclinano molto alla compassione del povero. Essi non hanno provato il bisogno, e rifuggono dal vederlo in altrui. Se il primo motivo non è una colpa, il secondo lo è certamente. Il giovane aveva avuto da Antonio lungo la strada molti dettagli circa le disgrazie della sua famiglia, ma principalmente circa la trama ordita contro la nipote. Ora egli aveva dinanzi la fanciulla, che rossa di vergogna non osava guardarlo in volto, nè quasi rispondere alle sue domande. La bellezza, la gioventù e la infelicità di Cecilia gli destavano un vivo e virtuoso interessamento. Egli pensava alla donna del suo amore, giovane e bella essa pure, ma non infelice, e questo pensiero gli faceva trovare dei rapporti gentili e naturali fra le due giovani, e gli era come stimolo ad apprezzare e beneficare l'una in grazia dell'altra. Questi squisiti riflessi e queste delicatezze di sentire sono proprie soltanto delle anime elette prese d'amore. Per quell'istinto che hanno i buoni di comprendersi fra loro, il giovane signore fu persuaso che quella famiglia era degna del bene che egli si preparava di farle. Nell'atto di congedarsi pose in mano ad Antonio due pezzi da cinque franchi, e gli disse che il domani a mezzogiorno si recasse dal curato della parrocchia, presso il quale troverebbe dichiarate le sue disposizioni. Io lascio immaginare a chi legge la consolazione dei beneficati, i loro sentimenti di gratitudine, e le benedizioni che invocarono dal cielo sopra il giovane sconosciuto. Antonio pareva ringiovanito di dieci anni, e andava esclamando, che non bisogna mai disperare della provvidenza, che al mondo vi sono delle anime d'oro, e che il volere di Dio lo aveva fatto imbattere in quel generoso signore.—A proposito, disse egli sobbarcandosi allo strumento che aveva deposto sopra la tavola, io vado a portarlo a Simone, al quale voglio dare uno di questi pezzi da cinque franchi. Noi siamo intesi di dividere il prodotto, e sebbene, a stretto rigore, queste due monete non siano il frutto della musica, pure mi sono venute in conseguenza dello strumento che mi fu prestato. Se il suo padrone mi ricusava il servigio, io non sarei entrato in quel caffè, e non avrei la fortuna che là dentro mi è capitata. Oh sì, viva Simone ed il suo strumento.
Il giorno seguente, all'ora indicata, Antonio si presentò al curato della sua parrocchia. Il giovane signore vi era stato poco prima ad affidargli una bella somma di danaro, e l'incarico di eseguire le sue benefiche disposizioni. La famiglia di Antonio fu subito traslocata in una casa decente, provveduta di letti, di biancheria, e di quanto occorre per uscire di stento. Altri sussidj periodici doveva trovare in seguito depositati presso il medesimo parroco, al quale particolarmente veniva raccomandata Cecilia, colla promessa di darle una doterella quando si maritasse.
Il giorno stesso Tribolo fu chiamato dalla polizia a render conto della sua azione, che gli valse una nuova condanna, da lui subita colla solita rassegnazione dell'innocenza calunniata. Quanto al ricco bottegajo, egli gettò il suo danaro e fece naufragio vicino al porto. Se il suo nome è stato pronunciato in polizia, non è tanto delicato da soffrirne macchia.
Il cielo accordi tutte le sue grazie al giovane signore, e specialmente gli conceda di potersi unire alla fanciulla sospirata. Sì, il cielo benedica il suo amore, sotto la cui influenza egli fu inspirato a così bella opera di carità.