— Mercè tua quegli avanzi diletti li possediamo ancora, disse il fanciullo abbracciando con trasporto e baciando Francesco.
— E non fu sommamente malvagio chi denunziò il fatto alla polizia?
— Sì, malvagio sommamente. Che doveva importare a lui se la vedova ed il figlio dell’ucciso ne custodivano presso di loro le amate spoglie? Il delatore sarà stato, io penso, uno degli uomini che le portarono al ronco. La speranza di un premio lo avrà sedotto.
— E la sua signora madre sospetta pure così?
— No, perchè, secondo lei, quegli uomini erano tutti fidati; e poi non avrebbero indugiato tanto tempo a commettere la perfida azione. Mia madre dice che la polizia ha tanti altri mezzi per conoscere un secreto.
— Comunque sia, il signorino conviene con me che lo spione meritava... che fu insomma un esecrabile scellerato.
— Il cielo sicuramente lo punirà.
— Potrebbe darsi che lo avesse già punito...
Ecco per qual modo Francesco tentava di attenuare il suo misfatto, e di far tacere il verme roditore della coscienza. Egli otteneva infatti una tregua ricordando la perversità del capitano, e frugando nei dolori delle sue vittime. Quasi gli pareva allora di essere stato non altro che lo strumento della vendetta celeste.