— È un affare molto serio, disse tutto conturbato il servo fedele. Ma conta lei di battersi?
— Senza alcun dubbio.
— E se io non volessi?
— Via, non è tempo di scherzare.
— Dio mi castighi se non dico di buono. Lei non si batterà.
— La stessa mia madre non basterebbe ad impedirmelo.
— La sua signora madre non sa l’occorso, ed io lo so. Non doveva confidarlo neppure a me. Che dico io? Anzi ringrazio il cielo che gli abbia mandato la buona ispirazione.
— Tu mi dispiaci con questi sgomenti da femminetta. Dov’è l’animo di Checco?
— Non si tratta di me, signore; io tremo per lei e per sua madre. Ah, cane ribaldo austriaco! Aver piacere di quanto Hainau ha fatto ai Bresciani! Chiamarli maledetti briganti! Or bene, facciamo una cosa. Lei viene sorpreso questa notte da un’improvvisa malattia, e quindi non può recarsi domattina al luogo del ritrovo. Ci vado io in cambio.
— Checco mio caro....