Mio padre è rovinato senza rimedio. I suoi debiti sommano a trecentomila lire, e la sua sostanza non arriva a tanto. Ah, Faustino, se io volessi scriverti con calma sarebbe una finzione, anzi un vano sforzo, perchè non vi riuscirei coll’animo lacerato come mi sento. Mio padre venne jeri sera nella mia camera a mostrarmi l’abisso che gli sta aperto dinanzi «Tu sola puoi salvarmi, Luigia, disse piangendo col capo abbandonato sopra la mia spalla. Il signor M.* ti ama ed è pronto, se tu lo sposi, a trarmi da questa fatale situazione. Io so quello che tu puoi rispondermi; so il tuo amore per Faustino e la promessa che a lui ti lega. Ma si danno qualche volta delle circostanze imperiose, accadono tali avvenimenti di forza maggiore che violentano la nostra volontà, e ci trascinano a rompere gl’impegni contratti anteriormente. Non vorrai tu impedire il disonore e forse la morte di tuo padre? Io sono alla vigilia del più disastroso fallimento. Abbi pietà di me, Luigia». Egli per avventura interpretava il mio silenzio come un segno di perplessità, e come un mezzo consentimento alla sua proposta; io taceva perchè impietrita dalla proposta medesima. Mio padre si allontanò dicendo che mi dava tempo otto giorni a decidermi. Ah, Faustino, io non posso più scrivere; ho le convulsioni nella mano come nel cuore.

Faustino a Luigia.

5 aprile.

Dire che sono stato colpito dalla tua lettera come da un fulmine, è poco. Tuo padre ha potuto proporti?.... Ah, signor no! Un animo paterno rifugge dall’idea di un tale sacrificio. Il solo domandarlo dovrebbe costargli più che il sottomettersi alla propria sventura. I figli non hanno a portare la pena degli errori dei padri. Chi fu cagione de’ suoi mali non voglia rimediarli col fare l’altrui infelicità, ma sappia sopportarli con rassegnazione. Ah, perdere la mia Luigia! Saperla sposa di un altro! Comprendi tu lo schianto e la disperazione che mi viene da un tale pensiero? E quel signor M.* gesuita e codino, venderebbe a simil prezzo il suo beneficio? Ecco la generosità che corre nel mondo, ecco i moventi delle belle azioni degli uomini: l’interesse, o il soddisfacimento di mal concepite passioni. Di’ a tuo padre che io sono sulle furie, e che l’iniquo e vergognoso mercato non avrà luogo. Guai a lui se vorrà farti violenza, e mancare alla parola che mi ha data.

Faustino a Luigia.

6 aprile.

Dopo messa alla Posta la lettera di jeri mi sono pentito d’averla spedita come immoderata e aspra verso tuo padre. Perdonami, Luigia, perchè io era nel bollore del risentimento quando la scrissi. Ora più miti consigli parlano in me. Noi dobbiamo pregare e non volere, dobbiamo commovere e non irritare. Metti in opera con tuo padre quella soavità di parole e di maniere che tu sola possiedi. Egli sarebbe ben crudele se persistesse nel suo divisamento. Digli che ceda ogni suo avere ai creditori, e che un fallimento per disgrazie non è disonore, come non lo è la povertà che ne consegue. Digli che mia madre ed io siamo sempre disposti a giovargli in tutto quello che potremo. Ma in nome di Dio egli desista dal volersi ajutare con tale espediente ingiusto. Nel cangiamento della sua fortuna abbia almeno il conforto di vederti felice. Non resista alla voce dell’amore paterno, e conservi pura la coscienza dal rimorso di averti sacrificata.

Luigia a Faustino.

9 aprile.

Io ho esaurito ogni argomento che l’amore e il dolore potevano suggerirmi. Apprezzando le mie ragioni, conoscendo la grandezza del sacrificio che mi chiede, e compassionandomi ognora, mio padre non rimane dal supplicarmi e dal dipingermi con tetri colori la miseria del suo stato. Ma non sarei io sola a patire quando mi arrendessi alle vostre istanze, gli dissi questa mattina. Faustino non vi è figlio, egli non ha con voi legami di natura, nè obblighi di sommissione per dover portare questa croce — Faustino è un giovine magnanimo, capace d’un sublime atto di virtù, e di ammirarlo in altri, mi rispose. La pena di rinunciare a te gli sarà alleviata dall’amore stesso, pensando come tu fosti degna di averglielo inspirato, e come egli fu degno del ricambio del tuo. Aimè, quale combattimento nel mio povero cuore! Perchè due sentimenti egualmente vivi e santi debbono essere in tale contrasto fra loro, e così fatali l’uno all’altro? Ascoltami, Faustino, tu sei più grande e più virtuoso di me..... dammi il nobile esempio del sacrificio... scrivimi una parola non dico di eccitamento, ma di consenso, o almeno di rassegnazione... ed io farò la volontà di mio padre. Se tu ti opponi, se tu continui a commovermi col tuo cordoglio, io torno al partito di resistere. L’amore e la pietà figliale dovranno cedere; io sarò tua, o di nessun altro.