— Quanto volete, Margherita, per questa chatelaine?

— Non la posso vendere; mi accompagna dal mio matrimonio.

— Vi darò tanti quattrini che bastino per farvene fare una nuova e più bella.

— Non posso, me ne duole.

Offersi un magnifico coltello norvegiano con astuccio scolpito di legno.

Margherita lo trovò bellissimo, lo mostrò ad Eva; fanciulli e bambini se lo fecero passare, ammirandolo uno ad uno; ma il coltello non fu accettato.

Offersi quattro corone, poi sei, poi sette, otto e per otto corone la chatelaine diventò mia.

Il buon ingegnere Hauan dovette però prenderne il disegno e promettere di farne fare un’altra eguale da un orefice di Eidet.

Margherita sapeva vendere, ma non era esosa. Le volli comperare una salciccia fatta di latte e sangue di renne, ma essa me la diede ridendo e dicendo in cattivo norvegiano: Ikke betale, questa non si paga.

Più curioso di tutti fu il cambio di una ciocca di capelli per una bella forbicina inglese, che aveva in tasca e che era piaciuta immensamente ad Eva.