Vi erano molti Saivvo, in ognuno dei quali abitavano pochi lapponi, e andavano dall’uno all’altro come sulla terra con renne e cavalli.

Gli abitanti del Saivvo potevano mostrarsi agli uomini sulla terra, come i noaidi potevano fare una visita al Saivvo. I parenti morti, che erano nel Saivvo, erano in qualche modo gli spiriti tutelari di quelli vivi. Ogni lappone aveva diversi di questi spiriti del Saivvo a sua disposizione e più ne aveva, più era rispettato. Questi Saivvo si ereditavano, non solo, ma anche si vendevano e compravano. Un padre morendo, lasciava i migliori e più potenti Saivvo al figlio prediletto. Un matrimonio si considerava come felice, quando gli sposi tra loro portavano in corredo molti Saivvo o potevano sperarne molti in eredità. I Saivvo non prestavano i loro servigi gratuitamente, ma dovevano ricevere in ricompensa dei doni.

Fra gli animali del Saivvo tre specialmente erano al servizio degli uomini e dei noaidi ed erano i Saivvo-loddek (uccello), Saivvo-gnolle (pesce o verme), Saivvo-sarvvak (renne maschio).

Saivvo-lodde

Questi uccelli potevano essere di specie, grandezze e colori diversi. Invocati con canti magici mostravano al lappone la via nelle marcie, gli portavano notizie de’ luoghi lontani, lo aiutavano a stare a guardia delle sue mandre ed altre proprietà, a ritrovare oggetti perduti ecc.

Il sentire cantare certi uccelli, mentre erano ancora a digiuno, era segno di disgrazia per i lapponi: per questo si dice che alcuni usino la precauzione di tenersi sotto la testa sul loro giacile un pezzetto di pane per mangiarlo appena svegliati e non essere colti in fallo dall’uccello di cattivo augurio.

Saivvo-gnolle

I Saivvo-gnolle erano diversi per grandezza, nome e colore, e si trovano disegnati con forme diverse sui runebom. Solamente i noaidi ne avevano al loro servizio e li avevano tanto più lunghi, quanto più erano esperti nelle arti magiche. Se ne servivano per nuocere ai loro nemici, o per scendere sul loro dorso nel Jabmi-aibmo (regno dei morti).

Si trovano ancora delle superstizioni, che sembrano resti della credenza nel Saivvo-gnolle. Alcune parti dei serpenti sono ancora adoprate come medicina dai lapponi. Un pezzetto infuso nell’acquavite agisce come elisir d’amore.

Quando andavano alla pesca in certi laghi dalle acque chiare (dei quali dicevano che avevano un doppio fondo) osservavano una quantità di prescrizioni superstiziose, come di escire dalla porta di dietro della capanna, di non aver con sè alcuna donna ecc.