La statistica del Rèclus è più recente. Egli ne calcola il numero a 30,000 così distribuiti:

Lapponi norvegiani e meticci 21,179 1875
Lapponi svedesi 6,600
Lapponi russi e finlandesi 2,822 1859

A questo censimento è necessario contrapporre quello delle renne, animale così intimamente collegato al lappone e senza di cui questa varietà del genere Homo sparirebbe senza dubbio.

CENSIMENTO DELLE RENNE
Svezia nel 1870 220,800 cioè 165 per famiglia
Norvegia nel 1865 101,768 » 130 »
Finlandia nel 1865 40,200 » 325 »
Russia nel 1859 232?

Secondo Rèclus i lapponi, invece di scomparire, crescerebbero di numero, specialmente in Norvegia. Secondo le liste di imposizione fatte nel 1567, nel 1799 e nel 1815, i nomadi sarebbero triplicati in tre secoli, e nella sola Norvegia settuplicati.

Von Buch dà per il 1799 queste cifre:

Svezia e Finlandia5,118
Norvegia3,000
Russia1,000
9,118

Ma ognuno sarà del mio parere, che quando si rimonta a statistiche così antiche, le cifre non sono che pie intenzioni di un’esattezza impossibile, specialmente quando si tratta di un popolo nomade.

Ed ora che son contati, battezziamoli: anche nella storia naturale è questo il primo sacramento che si deve imporre ad ogni creatura viva. I lapponi chiamano se stessi col nome di salme o same (plurale samek). Il nome con cui noi li chiamiamo fu dato loro dai finlandesi, che li dicevano lappalainen (plurale lappalaiset). Questa parola deriva probabilmente dal finlandese lappaa, che vuol dire avanti e indietro (dalle loro abitudini vagabonde). I norvegiani, e più specialmente quelli del nord, li chiamano col nome di finner, battesimo falso, nato dalla confusione di due razze diverse, benchè strette fra loro con vincoli di remota parentela.

I lapponi si distinguono in fieldlappen o lapponi di campo e fisklappen o lapponi pescatori. Questi, che in lingua lappone si dicono jaure-kadde-sameh, costituiscono tutto quanto il gruppo che si trova in Russia, mentre nella Svezia non son che pochi e per lo più costituiti da nomadi impoveriti, che, avendo perduto le loro renne, hanno cercato nel mare il pane, che negava loro la terra. Alcuni autori distinguono anche i lapponi in nomadi e fissi, ma è una classificazione arbitraria e molto artificiale, dacchè nomadi sempre per natura e per antiche tradizioni, possono per eccezione fissarsi per alcuni anni in un porto, per ritornare poi alla vita vagabonda, appena il terreno non dia sufficiente pascolo alle loro renne.