La capanna dei lapponi pescatori non ha forse di diverso che un umbraculum sul tetto, che si cambia di posizione per difendere l’interno dalle correnti del vento. Questi lapponi di mare, prima di coricarsi, spengono ogni traccia di fuoco, gli altri non lo fanno, lasciando invece spengere il fuoco da sè e accontentandosi della luce morente del focolare. I pescatori vogliono invece la luce continua di una lampada, che si improvvisa con una conchiglia, dello stoppino di alghe, e dell’olio di pesce.

Ogni capanna fissa di lapponi ha un’appendice, che dicesi loaavve, e che è un graticcio di tronchi e rami d’albero, ai quali appendono le corna delle renne, e i loro utensili più rozzi e le loro slitte. È in tutto e per tutto la ramada degli argentini.

La gedge-borra è una cantina o buca sotterranea, dove nell’eterno gelo del suolo profondo conservano le carni e il latte delle loro renne.

Nelle capanne del lappone il mobilio è proprio ridotto al minimo possibile: non sedie, non tavole (nullae sellae, mensae nullae, dice il Leem), ma pelliccie distese sopra rami di betula. Quello è il loro letto e la loro copertura, dove entrano vestiti. Anche i ciukci hanno il loro letto fatto di uno spesso strato di Andromeda tetragona e di pelli di foca o nei più ricchi di renna o di orso. Una sola pertica di legno separa presso i lapponi un letto dall’altro e l’ingenuo nostro prevosto mostra le conseguenze immediate di questa intimità: Alter tamen alteri adeo vicinus est, ut parentes liberos, hi servos et viceversa cubantes, manibus si velit, contingere et contractare possint[11]. Ed oggi io non ho più veduto neppure quella povera e pudica pertica isolatrice.

Anche in quelle poverissime capanne e con tanta promiscuità di sessi e di membra esiste una gerarchia.

Dirimpetto alla porta il fuoco e il fumo impediscono che il freddo esterno penetri direttamente, ed è quindi quello il posto d’onore del padrone di casa e della sua consorte. I figli stanno ai lati dei genitori e i servi stanno naturalmente dove si sta peggio, cioè accanto alla porta. Quando entra un ospite, gli si cede il posto migliore e il padrone va a collocarsi alla porta.

Il Leem distingue presso i lapponi quattro specie di slitte:

La giet-kierres, o slitta a mano; è tutta aperta ed è così leggera che facilmente può portarsi sulle spalle d’un uomo.

La raido-kierres, o carro per i bagagli, aperta come la prima, ma che si copre con pelli di renne, ed è più grande e più alta della giet-kierres.

La pulke, somigliante alla prima, ma incatramata esternamente e aperta soltanto nella parte posteriore; chiusa al davanti da una pelle di foca, che ricopre le gambe. È la più usata per il trasporto degli uomini.