E noi, quasi a punirlo della sua avarizia, incominciamo da questi.
Bier de s’abba de sa billellera: vuol dire un pazzo; e l’origine del proverbio è da Sorso, dove si crede esistesse quest’acqua, billellera, che alla sua volta potrebbe esser corrotto da elleboro.
Sa luna est affacca ad s’isteddu, homine que bocchint, o cosa que succedit. La luna è vicino alla stella, uomo ammazzano o disgrazia succede.
Ingenua espressione del sacro terrore che diffonde la luce misteriosa della luna.
Qui naschet sa nocte de Nadale bardiat septe domus de su bighinadu. Chi nasce la notte del Natale guarda dalle disgrazie sette case del vicinato.
Proverbio religioso che misura il rispetto per uno dei più santi giorni dell’anno.
Deus nos bardet de oju de literadu. Dio vi guardi d’occhio di letterato.
Dice lo Spano che questa è una superstizione che hanno i rozzi e le femminuccie che gli ammaliamenti dei letterati sono più potenti degli altri; ed io aggiungo che è questo un grido selvaggio che in ogni paese si eleva dai bassi fondi della società.
Sonar campaneddas in s’orija, suonar campanelle nell’orecchio.
Proverbio antico fondato nella credenza del volgo che dice, quando uno ha i zuffoli all’orecchio destro, ne dicono bene; al contrario se nell’orecchio sinistro. L’istesso credeva il popolo romano ai tempi di Plinio (Spano).