Su solitariu cantat in cobertura, cosa mala que succedit. Il passero solitario canta nel tetto; qualche disgrazia ci accade.

Proverbio superstizioso di origine romana. Importunæque volucres signa dabunt... (Virgilio, Georg. I. 470). Fra i segni superstiziosi della morte di Cesare fu riferito questo: Aves solitariae in forum delatae. (Spano).

Sos canes urulant, malu signale. I cani urlano, cattivo segno.

Proverbio romano come il precedente di cui è quasi gemello. Obscoenique canes signa dabant. (Virg. Georg. I, 470). Appiano riferisce tra i segni che precedettero la morte di Cesare: canes ululabant ex composito instar luporum. (Spano).

E lo studio dei proverbi superstiziosi della Sardegna è finito; perchè lo Spano, troppo caldo amatore della sua patria, ha voluto che conoscessimo meglio che i pregiudizi, la sapienza e il nobile carattere dei suoi paesani.

Bellissimi infatti sono i cinque proverbj sardi che io ho potuto spigolare fra i 2000 dello Spano, che riguardano l’ospitalità. Son degni d’esser tradotti e segnati nel libro d’oro di un popolo.

Sa domo est minore, su coro est mannu. La casa è piccola, il cuore è grande.

Ad s’istranzu non l’abbaides sa bertula. All’ospite non guardar mai la bisaccia.

Mossu partidu bene odidu. Boccone diviso fa buon pro.

Mossu partidu appizzigat de plus. Boccone spartito fa più buon pro.