Qui dat prestu dat ad duas boitas, chi dà presto, dà due volte.

Sa die de hoe est su mastru de cras. Il giorno d’oggi è il maestro di domani.

È vero che io ho scelti i migliori fra i proverbi sardi; ma è anche verissimo che questi pochi sono informati da un alto concetto dell’umana responsabilità; sono nobili, elevati, virili. E i Sardi li insegnino ai loro figliuoli, con essi li commentino; che questo è un vangelo e dei migliori.


Tipo dei proverbi filosofici, così com’io li intendo, sarebbe questo: Leada sa causa, mancat s’effectu, tolta la causa, manca l’effetto; ma più volte il proverbio, invece di affermare un domma logico come questo, s’addentra nei segreti delle leggi sociali o insegna l’arte della vita; e diviene precetto di politica o di prudenza; altre volte degna di sorridere di una leggera ironia e s’avvicina allora ai proverbi satirici. Quand’anche non adottiate la mia classificazione naturale dei proverbi, date uno sguardo a questi che scelgo fra i migliori dei 928 da me raccolti nella ricca collezione dello Spano.

S’abba bessit dai su mare et ad su mare torrat. L’acqua esce dal mare e al mar ritorna.

S’abbilastru non si trattenet a cazziar e musca. L’aquila non si trattiene a cacciar mosche.

S’ainu s’abbigat de su beranu de qui qu’ est passadu. L’asino s’avvede della primavera dopo passata.

In s’arovore ruta ognuno bi faghet linna. Nell’albero caduto ognuno fa legna.

Iscura s’arzola qui timet sa formigula. Meschina l’aja che teme la formica.