Più d’una volta la sentenza del giudice è proclamata in versi improvvisi.

Dogunno si la boghet dai testa[10]

Chi Pedru inoghe su panno hat leadu,

Cando ch’a Tomas Satta ch’hat bogadu

Alteros che nde bogat in sa festa.

Ognuno se lo levi dalla testa che Pietro qui ha preso il panno[11], quando ha messo fuori Tommaso Satta altri ne mette fuori nella festa.

Questo Tommaso Satta, che qui compare in questo certame poetico non è che un contadino di Ploaghe, morto nel 1823, ed uno dei primi poeti e improvvisatori della Sardegna; ma le sue poesie più che amorose sono lascive.

Melchior Murenu è un altro improvvisatore sardo fra i più celebrati ed era cieco; egli aveva un rivale potente in Pietro Cherchi di Tissi, cieco e poeta anch’egli. Questi, secondo quel che ce ne racconta il Maltzan, era così infocato e rapido nel suo estro, che spesso era quasi involontariamente trascinato a dettar versi. Una volta, trovandosi presente a una lotta fra due improvvisatori, ad un tratto si slanciò fra essi, gridando:

A su zegu dade logu

E cantemos totos tres