Ca mi bessin dai pes

Fiammaridas de fogu.

Fate posto al cieco e cantiamo tutti tre, che mi escon dai piedi scintille di fuoco.

E quel cieco ardente tirava innanzi su questo stile, improvvisando strofe a josa. Per la psicologia è curioso il sapere che questo povero cieco aveva perduta la vista a due anni, ciò che non gli impediva di cantare nei suoi versi le svariate bellezze delle fanciulle del suo villaggio.

Un altro illustre improvvisatore nel genere erotico e lirico ebbe la Sardegna in Francesco Cesaracciu di Ploaghe, analfabeto, morto nel 1803; e a questo poeta è a mettersi vicino il gesuita Matteo Madau, profondo filologo, morto nel 1800, il quale cominciava in questo modo una delle sue più celebrate poesie amorose:

Lassami, amore in sussegu

Ca ses pizzinu traitore

Non bi jogo pius, amore.

Ca mi das colpos de zegu.

Sunt bellas sas artes tuas