— Pier Schianchino de’ Mattei, detto Tre Grazie.
— E il tuo sbilenco tedesco?
Il giovine stette in forse un momento. Probabilmente pensò che, sotto il proprio vero nome, il pseudo-antiquario fosse troppo noto anche in Perugia e suoi dintorni per non essere esente da pericolo il declinarlo.
— Ebbene? — fece il Signorelli.
— Eh, messere — rispose il giovane, sorridendo e dondolando il capo, tanto per guadagnar tempo — non vi state a spazientire... se non v’ho subito risposto, egli è che mi facevo ritornare in mente il modo in cui quel suo dannato di nome è scritto.... e’ pare un kirieleisonne!
— E com’è dunque?
— È Volframo di Rautzengrachenberg.
— Accidenti!
— Vedete!
E Teodosio Arricciabene, s’ingegnò del suo meglio — dietro le indicazioni del giovinetto, che glie lo dettò lettera per lettera — a scrivere il finto nome appioppato da questi a Pellegrino di Leuthen sul foglio di ricognizione che dovea servir loro per introdursi in Perugia.