Mentre la vista di questo nome maledetto dava novello alimento alle strazianti sue smanie, Neruccio si udì chiamare sommessamente per nome da qualcuno, che lo stava contemplando dal di fuori della finestruccia.

Volse gli occhi da quella parte e scorse Terremoto.

— Voi qui? — sclamò allora scattando in piedi sollecito — voi qui?

— Sì, messere.... oh, se sapeste?

— Ditemi, ditemi!...

Il gigante si fece allora a narrargli, il più succintamente possibile, tutto quanto era occorso a lui ed alla sua padroncina, dal momento in cui aveva secolei lasciato il tugurio della Chiappa, per affidarla alla protezione dei Santafiora, sino a quando messer Bartolomeo della Staffa — temendo forte il Baglione non mancasse a presi convegni — lo aveva spedito per le terre dell’Umbria a fare ingaggio d’uomini e di cavalli.

A questo punto Terremoto continuò:

— Sono partito alli nove del mese scorso e tornavo stanotte dalle mie infruttuose ricerche.... nessuno, nemmanco una carogna ha voluto seguirmi.... maladetti!.... tornavo, dunque, quando, a mezza la via che mi riconduceva a Perugia, chi trovo?... messere lo zio di damigella Bianca, a cavallo, tutto solingo, tetro come un mare in procella, che andava via lemme lemme quasi sentisse rimorso di staccarsi dalla città dove ha aperto gli occhi.... la luna batteva in pieno su la mia grinta mal sagomata, ond’egli mi raffigurò di primo acchito e, spronandomi incontro il ronzino: — «Ah, Terremoto — mi disse — quale orribile sciagura!» — «Che è stato, messere? — gli domando io» — «la mia nipote, la tua padroncina....» — «ebbene, ebbene, messere?...» — «ebbene: me l’hanno rapita, strappata proditoriamente dal fianco e portata sa il cielo dove» — «dove? — feci io — non ci è nemmeno a stare un attimo a indovinarlo!... sarà quel dannato di monsignore il figlio di Sua Beatitudine che l’avrà fatta rapire» — «Pierluigi Farnese?» — sclamò messer Bartolomeo tutto compreso di stupore — «eh, sì, eh, sì — continuai io — non vi rammenta, messere, delle sue vituperevoli manovre in casa i Santafiora?» — «è vero; hai ragione; ma tanto peggio se la è così, che io nulla posso tentare a salvarla» — «e voi statevi, messere, che lo tenterò io!» — «tu?» — «io.... io!» — e sopra ciò, ci staccammo, lui continuando il suo ambio verso il Trasimeno; io mettendomi a galoppare come un disperato su’ miei due trampoli verso questa parte..... passando per qui, come è questa la prima abitazione che incontro, ho voluto sbirciarvi dentro per pur vedere.... non si sa mai....

— Ed è stato il Signore Iddio, che ve n’ha suggerito il buon pensiero — lo interruppe Neruccio, il cui volto erasi repentinamente illuminato di un raggio di speranza e quasi di gioia.

— Voi dite?