— Olimpia Marazzani? — interrogò vivamente lo Anguissola, che non aveva durato fatica a riconoscere, in Terremoto, il valletto, che accompagnava la fanciulla, a cui, in quella istessa notte, egli aveva prestato uno de’ suoi cavalli.
— Non so se tale sia veramente il suo nome — fece Terremoto — ma è quella donna, senza dubio.
— E voi l’avete rivista? — insistè l’Anguissola.
— Oh, sì, sì, sono sicuro di non m’essere ingannato.
— E dov’è?
— Adesso lo ignoro, ed è di questo che temo; ma sino a ieri, trovavasi, al paro di me, nel convento dei Minori Osservanti a Busseto.
— Oh, corriamovi subito!
— Inutile! ella non ci è più!
— E dov’è ita?
— La mia paura è che sia ita a Cremona insieme a quel dannato tedesco.