[67]. Villani, II, 1 e 2, e la Chronica de Origine Civitatis.
[68]. Villani, III, 1, 2, 3.
[69]. Vedi Hodgkin, Italy and her invaders, vol. IV, pag. 446 e segg.
[70]. Il Lami, Lezioni, parte I, pag. 292, fa questa affermazione, appoggiandola sopra un documento di donazione fatta da Carlo Magno alla Badia di Nonantola, circiter annum 774, nel quale si parla delle chiese Fiorentine di S. Michele e di S. Miniato tra le torri, come esistenti in comitatu fossolano, in civitate fossolana. Il documento fu pubblicato la prima volta dal Muratori (Antiq. V. 647), che lo dice tratto ex reliquiis tabularii monasterii nonantulani, e dopo avere esposti molti dubbi sull'autenticità di esso, finisce col credere che la carta sia sincera, ritenendola però una scrittura privata di Carlo Magno, non un diploma. Non gli par possibile che un falsificatore volesse immaginare luoghi e paesi, dei quali appena si ha notizia, ed in molti dei quali il Monastero non aveva diritti, né poteva sperare di acquistarne con quella carta. Il Tiraboschi ripubblicò il doc. nella sua Storia della Badia di Nonantola (II, 27 e segg. Num. XII), dicendolo apographum XII, nel XIII saec. Egli crede invece che il doc. sia apocrifo ma compilato da qualche monaco dell'undecimo o duodecimo secolo, sopra non pochi antichi strumenti ora smarriti (vol. I cap. XI, pag. 365). Sebbene apocrifo, esso però conterrebbe, secondo lui, la nota vera dei possedimenti che il monastero aveva in Toscana. E ciò dice, dopo aver prima esaminato e ponderato le osservazioni del Muratori. Quanto poi alle chiese fiorentine in civitate fossolana; il Tiraboschi (pag. 366-7) se ne rimette a quanto ne dice il Lami da noi citato.
[71]. Di ciò trattano a lungo il Lami, il Borghini, l'Hartwig.
[72]. Villani, III, 3.
[73]. Villani, IV, 1.
[74]. Lami, Lezioni, nella pref. a pag. CVI-VIII; Hartwig I, 85-6.
[75]. Villani, IV, 6.
[76]. Villani, IV, 7.