Vocat ad se Petrum et Sismundum
Principales Consules,
Lambertum et Glandulfum
Cives cari (clari?) nobiles.
Si tratta però d'una poesia, e per credere alla esistenza di questi Consoli nel 1087, bisognerebbe portare almeno a quell'anno la prima Concordia del vescovo Daiberto, il che non sarebbe impossibile, giacché egli fu vescovo dal 1085 al 92, quando venne nominato arcivescovo. V. Pawinski, pag. 31, nota 3. Leonardo Vernese nel suo Carmen, in cui parla della impresa delle Baleari, (1113-15) dice:
Inde duo et denos de culmine nobilitatis
Constituere viros, quibus est permissa potestas
Consulis atque ducis.
Ma l'esistenza dei Consoli in questo tempo è già provata da altri documenti. V. Pawinski, pag. 38-9.
[106]. Il cronista dà nome di anteriores alle principali famiglie, forse perché vennero prima in Venezia; ce le rappresenta come un ceto che aveva supremazia e governava, e nel catalogo che ce ne dà, ricorda ancora i mestieri che esercitavano. — Cerbani de Cerbia venerunt, anteriores fuerunt de omni artificio ingeniosi. — Signati (variante: Cugnati) Tribuni Ianni appellati sunt, anteriores fuerunt, mirabilia artificia facere sciebant caliditate ingenii — Aberorlini... anteriores fuerunt; non aliud operabantur nisi negocia, sed advari et increduli. E cosí di altre famiglie, che tradizionalmente esercitavano l'industria, il commercio e le professioni liberali. Quanto ai ministeria, troviamo molte espressioni che accennano alla loro organizzazione embrionale. Hetolus autem appellatus est, quia ipse erat princeps de his qui ministerii erant retinendis. — Erano sellai, guardiani di animali, ecc. Molte altre di queste famiglie sono nominate nell'elenco dato dalla Cronica, e tutto ha l'apparenza di una continuazione di ciò che esisteva nel basso Impero.