[211]. Il Villani (V. 26) lo chiama, per errore, conte Arrigo della Tosa. I della Tosa non erano conti. Il pseudo Brunetto Latini, in un paragrafo che non ha data, ma precede quello del 1200, dice: «Messer Arrigo conte di Capraia».

[212]. Questa sembra, come dicemmo, essere la ragione per la quale il pseudo Brunetto fa ora cominciare l'ufficio del Podestà: «Novo fu fatto et eletto primamente Potestade in Firenze, per invidia del consolato, ciò fu Paganello Porcaro da Lucca».

[213]. Santini, I. doc. XXVII (12 e 23 febb. 1200), doc. XXVIII (12 e 19 febb.); doc. XXIX (12 e 23 febb., 25 marzo). In questi documenti il Podestà si vede sempre menzionato insieme coi Consiglieri, e l'ufficio dei Consoli è sempre anch'esso ricordato: Sive parabola Potestatis et Consiliariorum vel Consulum sive Rectorum Florentie (pag. 49). A Potestate vel Corsiliariis eius, sive a Consulibus Florentie vel Rectoribus (pag. 48). In un documento posteriore (Santini, I, doc. XXXVII, del 14 agosto 1201) troviamo che i Consiglieri rappresentano il Podestà: Sitio filio condam Butrighelli, Melio filio Catalani Consiliarii domini Potestatis Florentie, recipienti (sic) vice et nomine dicte Potestatis et totius Comunis Florentie (pag. 72). Questi Consiglieri non formano ancora un Consiglio speciale, ma ci si avviano, perché il Consiglio della Città, o Senato, è già chiamato Consiglio generale, il che suppone lo speciale: In Florentia, in ecclesia S. Reparate, coram generali Consilio Civitatis, iuraverunt. Santini, I, doc. XXVIII, pag. 53.

[214]. Santini, I, doc. XXX.

[215]. Santini, I, doc. XXXIV.

[216]. Questo trattato fu concluso il 27 aprile 1201; nei giorni 28, 29 e 30 venne giurato da circa 500 degli abitanti di Colle. Santini, I, doc. XXXV e XXXVI.

[217]. Per quinquennium guerra durante, et eidem omnibus de Tuscia prestantibus patrocinium... Tacere tamen nolo magnalia quae inter caetera vidi, guerra durante. Sanzanome, ediz. fiorentina pag. 134-5.

[218]. Il doc. si trova in Ildefonso di San Luigi, Delizie, VII, 178. Si esentavano da ogni imposta, in perpetuo, il Gonella ed i suoi compagni, qui mortui fuere in turre de Bagnuolo et in muris apud Summumfontem, in servitio Communis Florentie. V. anche Hartwig, II, 100.

[219]. Santini, I, XXXVIII, XXXIX. Il trattato di pace fu fatto tra Alberto da Montanto, signore di San Gemignano, pei Semifontesi, e Claritus Pillii, Console dei mercanti, per Firenze.

[220]. Questa lettera, pubblicata dal Winkelmann (Philipp von Schwaben, I, 556) da un Ms. del fiorentino Boncompagni, nell'Arch. di Berna, n. 322, fol. 18, è in parte riferita anche dall'Hartwig, II, 102.