[221]. I patti furono da circa 800 Montepulcianesi giurati in mano del Console fiorentino. Santini, I, doc. XL, 19 e 24 ottobre 1202.
[222]. Santini, I, doc. XLII XLIII, XLIV e XLV. Questi doc. dell'aprile e del maggio 1203 contengono i nomi dei cittadini e contadini senesi, che accettarono l'arbitrato in nome della Città; l'ultimo ha le deposizioni dei testimoni interrogati da Ogerio. Il doc. XLVII, 4 giugno 1203, è il lodo da lui pronunziato.
[223]. Nei giorni 4, 7 e 8 giugno, il vescovo ed il Comune di Siena cedevano a Firenze tutto ciò che dovevano, secondo la sentenza. Santini, I, documento XLVIII. Il 6 dello stesso mese, 150 Consiglieri senesi giuravano l'osservanza dei patti. Santini, I, doc. XLIX.
[224]. Santini, I, doc. LII.
[225]. Santini, I, doc. XLVI.
[226]. Muratori, Antiq. It. IV, 576-83. V. ancora Ficker (II, parag. 312, pag. 229 e seg.), che da questo importante documento cavò la serie dei Podestà messi nel Senese, i quali dai testimoni son chiamati: Comites teutonici, Comites comitatus senensis pro imperatore Federigo, ed anche qualche volta Comites contadini.
[227]. Repetti, art. Capraia e Montelupo; Hartwig (II, 106-9), che qui corregge la cronologia ed alcuni altri errori del Villani.
[228]. Il trattato dovrebbe trovarsi nell'Arch. di Pistoia. Il Repetti, riferendolo dagli Aneddoti del Zacaria, lo dice del 3 giugno; altri lo dicono del luglio.
[229]. Del 29 ottobre e 7 novembre 1204, in Santini, I, doc. LIII. Il giuramento fatto al console Guido Uberti diceva, che si starebbe ai comandi, que... fecerint Potestas Florentie vel Consules Civitatis vel maior pars vel priores aut prior eorum. E cosí nominavasi prima il Podestà anche in un anno nel quale erano in ufficio i Consoli, ai quali infatti si prestava il giuramento, in presenza Angiolerii Beati, Doratini et Burniti Paganiti sexcalcorum Comunis Florentie. Anche questo ufficio di Sexcalcus (che trovasi ricordato pure in altro documento del 30-31 maggio 1203, in Santini, I, XLVI) è nuovo, ed accenna, secondo noi, al mutamento verso forme piú aristocratiche in Firenze. Il giuramento del Comune, dato il 29 ottobre 1204 (Santini, I, doc. LIV), incominciava: Hec sunt sacramenta, quae Potestas et Consules Comunis et Consules militum, mercatorum et Priores Artium et generale Consilium, ad sonum campane coadunatum, fecerunt Guidoni Borgognoni comiti et filiis et Caprolensibus. Giuravano i Consoli, non il Podestà, che non v'era, ma che anche qui veniva ricordato primo nella formula.
[230]. La notizia si trova negli Acta Sanctorum, 1 maggio, pag. 14, e nello elenco di Consoli e Podestà, detto di S. M. Novella. V. Hartwig, 197. Il nome non si trova però nei documenti di questo anno, i quali accennano in genere all'ufficio di Consoli o Podestà.