[357]. Ammirato, ad annum; Pagnini, loc. cit.
[358]. Il che fece credere a qualcuno che la schiavitú continuasse in Italia molti secoli dopo che era scomparsa. Su di ciò il sig. Salvatore Bongi pubblicò un pregevole articolo nella Nuova Antologia, Anno I, fasc. 6.
[359]. Vedi il discorso di Tommaso Mocenigo, tante volte stampato dai cronisti e dagli storici; Pagnini, Della Decima, vol. II, pag. 7, e seg.; Romanin, Storia documentata di Venezia, vol. II, pag. 156-7.
[360]. Urghanj, la principale città del Khwarezm, paese che porta ora il nome di Khyva. La nuova Urghanj, ora capitale commerciale di Khyva, è a sessanta miglia dall'antica.
[361]. Balducci Pegolotti nel Pagnini. Un lavoro importantissimo fu pubblicato dal sig. H. Yule, colonnello del genio inglese in India; esso ha per titolo: Cathay and the way thither, being a collection of medieval notices of China (London, printed for the Hakluyt Society, 1866), e contiene una serie di documenti tradotti dall'autore, che lungamente viaggiò e dimorò in Oriente, preceduti da una sua dotta dissertazione.
[362]. Pagnini, Vol. II, Sez. I. — K. Sieveking, Geschichte von Florenz. Brevissimo, ma pregevole lavoro, pubblicato senza nome d'autore in Amburgo, 1844. Di esso mi sono spesso giovato in questo capitolo.
[363]. Le prime cinque furono piú volte unite alle Maggiori, che allora divenivano dodici.
[364]. Inf. Canto X.
[365]. Franco Sacchetti racconta, come nel tempo in cui egli era al governo della Repubblica, i magistrati non riuscivano mai a far rispettar le leggi contro il lusso. Uno di essi, che venne di ciò aspramente rimproverato, e fu per essere dimesso d'ufficio, ecco in che modo descriveva le arti, con cui le donne fiorentine eludevano le leggi:
«Signori miei, io ho tutto il tempo della vita mia studiato per apparar ragione; e ora, quando io credea sapere qualche cosa, trovo che so nulla; perocché cercando degli ornamenti divietati alle vostre donne, per gli ordini che m'avete dati, sifatti argomenti non trovai mai in alcuna legge, come sono quelli che elle fanno; e fra gli altri ve ne voglio citare alcuni. E' si truova una donna col becchetto frastagliato, avvolto sopra il cappuccio; il notaio dice: — Ditemi il nome vostro, perocché avete il becchetto intagliato. — La buona donna piglia questo becchetto, che è applicato al cappuccio con uno spillo, e recaselo in mano, e dice ch'egli è una ghirlanda. Ora va piú oltre; truovo molti bottoni portar dinanzi. Dicesi a quella che è trovata: — Questi bottoni, voi non potete portare; — e quella risponde: — Messer sí, posso, che questi non sono bottoni, ma sono coppelle; e se non mi credete, guardate, e' non hanno picciuolo, e ancora non c'è niuno occhiello. — Va il notaio all'altra che porta gli ermellini, e dice: Che potrà apporre costei? — Voi portate gli ermellini. — E la vuole scrivere. La donna dice: — Non iscrivete no, che questi non sono ermellini, anzi sono lattizzi. — Dice il notaio: — Che cosa è questo lattizzo? — E la donna risponde: — È una bestia Dice uno de' Signori: Noi abbiamo tolto a contendere col muro. Dice un altro: Me' faremo attendere ai fatti che importano piú». (Novella 137).