Item in quest'anno medesimo l'antica città d'Albana da' Romani fu disfacta.

Anni Mclviiijº.

Alessandro iiiº, nato di Siena, figliuolo di Rinuccio, sedecte papa anni xxj, mesi xj, dí viiijº. Questi vinse iiijº papi heretici e sismatici, i quali si levarono contro a llui e contro santa Chiesa; ciò fue Octaviano Guidi da Cremona, che Victorio si facea chiamare; il secondo fu Pasquale, che Ginanni Astreniense si facea appellare; il terzo fu Calixto; il quarto Innocentio.[312] Di[313] quactro papi predecti contro Alessandro levati furono maladecti, scomunicati, e li tre di questi erano cardinali, i quali morirono di mala morte. Nel decto tempo di costui, nella Chiesa fu grandissima discordia, e fue cacciato il convento di sancto Anastasio e l'abate di san Paulo perch'elli diceva l'ufficio divino palesemente. E poi per lo decto papa fu rifacto.[314]

E gran discordia nacque tra lo Imperadore e 'l Papa, che per suo favore questi iiij papi predecti si levarono incontro a llui; e perseguitarlo sí forte che il Papa si fuggí in Francia al re e ad sua potentia che l'aiutasse. Onde lo Imperadore si mosse molto pieno di cruccio e di maltalento con grande hoste di popolo e di cavalieri, et andò sopra il Re di Francia, ché v'era il Papa, e con lui vennero 'Re di Brectagnia overo Buemmia e di Danzia[315] e di Pollano[316] con tucto loro sforzo. Et intrando lo 'mperadore col suo exercito in Borgognia, credectesi al tucto torre la terra e il reame. Onde lo re Tebaldo d'Inghilterra soccorse con giente e con moneta lo Re di Francia; e gratia di Dio, sopra i Franceschi non poté acquistare nulla cosa.

Nell'anno Mclxvij fu rifacta la città di Melano. E li Romani furono sconficti a Toscolano dal cavalieri del decto Imperadore.

In quel tempo il decto Imperadore, doppo molti scandoli e persecutioni ch'elli avea facto a papa Alexandro, avendo tema e forte conscienza di cadere della signoria imperiale, per molte cittadi e possenti huomini di Lombardia, che lli s'erano rubellati e volti adosso, e perché il decto papa Alexandro era tucto rinvigorito, fece lo Imperadore ambasciadori e messi spetiali, procacciando di riconciliarsi col Papa. Et il Papa lo ricevecte, et alla città di Vinegia si fece la pace. E questo fu nel Mclxxvij. La qual guerra era bastata xvij anni.

Et in quest'anno arse la città di Firenze, a dí iij d'agosto, da Mercato Vecchio insino al Ponte Vecchio.

Et in quest'anno si cominciò in Firenze gran discordia e guerra intra Consoli di Firenze e la casa degli Uberti; e bastò la guerra xxij mesi, che lli Uberti non ubidivano Consolato né signoria, né etiandio per loro facevano reggimento. E di questa discordia nacque bactaglia cittadinesca e gran mortalità di rubamenti e d'incendij nella città di Firenze. Si misse fuocho in cinque parti, e arse il sexto d'Oltrarno, e da San Martino del Vescovo insino a Sancta Maria a Ughi.

Et in quest'anno Mclxxviij, dí iiij uscente novenbre cadde il Ponte Vechio di Firenze.

Poi nel Mclxxx anni gli Uberti ebbero l'auctorità, e fu consolo[317] e rectore della città di Firenze messer Uberto degli Uberti e messer Lamberto Lamberti e loro compagni. Et in costoro si cominciò il primo Consolato della Città. E questi[318] fu per forza; advegnadio che poi cominciarono a governare la Cittade per modo di ragione e di giustizia, conservando ciascuno in suo stato, tanto che, da Consoli cittadini, feciono electione di chiamare Podestà gentili huomini possenti forestieri; siccome legiendo inanzi scritto troverrete.