Questo Papa fece due Concilii, l'uno fu al Torso in Francia, e l'altro fu ad Roma. E fece fare la pace tra lo Imperadore Emanovello di Gostantinopoli e' Romani; ancora Guiglielmo re di Cicilia e' Lombardi, e bastò per xv anni.

Ne' decti tempi furono diverse cose di gran tremuoti, e castella e rocche e città rovinate, e venti sí forti che rovinavano le magioni e divegliavano gli àlbori di terra con tucte le barbe. E per tremuoto cadde la città di Penitus[319] e di Damasco e gran parte di Costantinopoli, e Actene tucta si disfece, che piú di xxm di persone vi morirono; e il Culiseo di Roma gran parte ruinò. Et il mare forte scemò di calare, e molti navilii afondarono, e piú di lxm d'huomini affogarono; e Vm ne perirono solo nel mare di Cicilia, che annegarono.

In questo tempo la città di Melano e Chermona e Piacenza fecero una città contro Pavia, ch'avea guerra con loro. Acciò che fusse piú famosa di nome, si lla chiamarono Allexandra, per nome del buono papa Alexandro. Poi il decto Papa, adimandato da' Lombardi, si lle diede vescovo; e lo vescovo di Pavia privò della dignitate della croce e del palio, per ciò ch'elli teneva la parte dello Imperadore contro la Chiesa, e sempre teneva colli regi antichi che perseguitavano la Chiesa.

Questi, con ciò fusse cosa che lo 'mperadore e i decti papi tenessero tucto tucto[320] il patrimonio di san Piero da Acquapendente insino ad Capperano, salvo la città d'Orvieto e Saracina[321] e Anagnia, si n'andò in Francia e fece un gran Concilio nella città del Torso. E tornando ad Roma per mare, elli per forza di venti capitò a Messina in Cicilia. Il nobile huomo Guiglielmo re di[322] Cicilia non solamente lo ricevette come papa, e' avea guerra co llui, ma sí, co' fa buono filgluolo al buono patre, co' molta dolcezza e bonaritade; e fedelmente si riconobbe a buona cosscienza ch'elli tenea la terra e 'l rengno tutto per la Chiesa e per lui. E perciò, sicome fedele, si llo sequitò e venne co llui. Onde il decto Federigo inperadore, per l'amenda della persicuzione ch'avea data a santa Chiesa, nel nome di Dio elli prese il sengno della santa + per passare oltremare, per riconperare la Terra Santa di Christo, la quale era perduta e venuta alle mani de' cani Saracini,[323] e 'l Saladino soldano avea presa Jerusalem; donde lo stuolo generale passò oltremare: e ciò fue nell'anno del Mille cento lxxxviij. Giunto lo 'nperadore[324] in Ermenia, al passare d'un picciolo fiumicello, elli faghò dentro; ma il suo filgluolo, il qual era allora co llui, sí llo inbalsimò e recollo infino a Ttiro, e quivi si soppellio. Ed elli essendo colla madre si morio poi. Ed[325] ancora morirono quasi tutti i baroni suoi e quelli di Filippo re di Francia e quelli del re Ricciardo filgluolo del re Tebaldo d'Inghilterra, in questo passaggio, sanza nullo adquisto.

In questo tenpo fue il valoroso e savio huomo messer Jovacchino abate in Calavra, il quale fece molti libri sopra l'Apochalipx e sopra il Germia profeta e sopra altri profeti. Questo Abate fue domandato da questi Regi predecti, com'elli capiterebono di questo passaggio ch'elli faceano oltremare contra i Saracini. Rispose l'Abate e disse: — Voi andate e farete niente, però che non è ancora venuto il tenpo che stabolito[326] est.

In questo tenpo Ridolfo, arcivescovo di Colongne, le sante corpora di tre magi, ciò fu Caspar e Baltasar e Melchior, allo re di Persia fece trasslatare in Costantinopoli, e quindi da Santo Storgio in Melano maravilglosamente trassportate, disfatta Melana dallo 'nperadore, in Colongne le ne portò.

Nel decto tenpo san Tomaso arcivescovo di Conturbiera in Inghilterra, nella chiesa sua metropolitana, chantando la messa all'atare, da ij servi del re Ricciardo fu morto: il quale Iddio fece per lui molti miracoli, e da beato Allexandro papa fue con reverenza calonizato. Nel decto tenpo Arrigo re d'Inghilterra mandò anbasciadori al decto Papa, singnificando la morte del decto san Tomaso; i quali anbasciadori giurarono in loro anima dinanzi al Papa ed al suo collegio, come Ricciardo re d'Inghilterra nonn avea colpa di quella morte. Ma il decto Papa, riceputi i decti anbasciadori in Toscanella, sí mandò in Inghilterra, per fare inquisitione di queste cose, iij cardinali, e dinanzi a questi tre cardinali venne il decto re Arrigo, ischusandosi e dicendo ke per sua fattura né consilglo il decto san Thomaso non fu morto. Ma per cagione ke san Tomaso era stato crucciato con Ricciardo re, per amenda della sua morte, mandò cc. chavalieri oltremare, a servire un anno la Terra Sancta contra li Saracini, ed ancora elli si sengnò di +, passare oltremare da ivi a iijº anni.

Mclxxxj.

Lucio terzo, nato di Tosscana, sedecte papa anni iiijº, mesi ij, di xviij; e vachò dí xiij. Nel tenpo di costui aparve la bontà di Pietro Mangnante, il quale rechò tutte le storie del vecchio testamento inn uno velume, disponendole uttilemente; e questo libro est chiamato il libro delle storie isscholastiche.[327] A questo Papa fue acusato il Vescovo di Rodens[328] di Francia per piú cagioni, d'esser disspossto de bbenificio; si ke il Papa il volea dissporre. E quelli fue colli suoi amici episcopi e cardinali ke ll' aiutassero, e pregò il Papa ke per Dio nollo dovesse dissporre né falli questo disinore, infino a tanto ch'elli non fosse tornato nel suo vescovado, però [ch'elli][329] era grande e gentile huomo di suo paese: si ke [il Papa], per prieghi e per amore, si lli bollò lettere k' elli non fosse privato di suo benificio infino a tanto k' elli non fosse ritornato nel suo vescovado. Incontanente k' el Vescovo ebbe la lette[330] apo sé, si disse: — Io oe ingannato il Papa. — Non pensò mai di ritornare al vescovado, anzi tenea dietro alla corte, godendo e faccendo grassa vita. Un giorno disse il Papa: — Episcopo, perké non torni tue a tuo vescovado? — Ed e' li rispose e disse: — Messere, perk' io non volglo essere dispossto. — E cosí tenne il vescovado, mentre ch'elli vivette, sanza ritornare.

In questo anno era consolo di Firenze messer Iacopo Eliseo messer Catello Dietisalvi e messer Uberto Berteldi.