[136]. Villani, VIII, 12. V. anche la provvisione 6 luglio 1295, piú sopra citata.
[137]. Villani, VIII, 12.
[138]. Del Lungo, Dino Compagni e la sua Cronica, I, pag. 162. L'autore suppone che fosse del numero anche Dante Alighieri.
[139]. Di ciò parlano molto i cronisti. Il Compagni, (pag. 86-7) dice che i Cerchi «accostarsi a' popolani e reggenti»; piú oltre aggiunge che «ad essi s'avvicinarono tutti quelli che erano dell'animo di Giano della Bella» (pag. 106). Lo Stefani (IV, 220) dice che il popolo «per parte tenea pe' Cerchi, la maggior parte perché erano mercatanti».
[140]. Su di ciò il prof. Del Lungo dà, in piú luoghi della sua opera, particolari notizie.
[141]. VIII, 38.
[142]. Le mire di Bonifazio VIII e le sue trame coi Neri, furono messe in nuova luce, con sottili indagini e nuovi documenti, dal signor Guido Levi, nel suo bel lavoro: Bonifazio VIII e le sue Relazioni col Comune di Firenze, pubblicato prima nel Vol. IV dell'Archivio Storico della Società Romana di Storia Patria, e poi a parte: Roma, Forzani, 1882. Io cito l'edizione a parte.
[143]. Levi, Documento I.
[144]. V. Ficker, Forschungen, IV, n. 499, pag. 506, e Levi, pag. 49.
[145]. Le parole qui sopra riferite si trovano in testa a una delle copie del documento ricordato dal sig. Levi (pag. 49, nota 2), e furono da lui premesse, come motto, al suo lavoro.