Paolo, cubiculario, soprannominato Afiarta. Difensore di Stefano III papa contro le violenze dei capi dell'aristocrazia ecclesiastica in Roma, [381]. Spadroneggia, dopo la loro caduta, col favore de' Longobardi, [382] e segg. Ambasciatore del papa Adriano I al re Desiderio, [384]. Cerca accordarsi col Re contro il Papa, [385]. Imprigionato ed ucciso, [385].

Paolo, esarca. Manda un esercito a Roma contro il Papa, [332]. Scomunicato e ucciso, [334].

Paolo I, papa. Consacrato, [374]. Chiede aiuto a Pipino contro la nobiltà laica di Roma, [374]. Sua politica tra i Franchi, i Longobardi e l'Impero, [375].

Paolo Diacono, storico dei Longobardi, ricordato a vari propositi, [249], [251], [261], [308]; in ispecie a proposito della condizione dei Romani sotto i Longobardi, [266], [270], [272]; e dell'importanza che acquistarono col tempo sotto di loro le singole città italiane, [323], [327]. Un suo fratello è fatto imprigionare da Carlo re de' Franchi, [398]. È alla corte di esso Carlo, e altre notizie di lui, [422].

Paoluccio, doge di Venezia, [343], [344].

Parma. Presa da' Longobardi, [257].

Pasquale primicerio, e Campulo sacellario, della Curia romana. Congiurano contro il papa Leone III, e lo accusano a Carlo re de' Franchi, [411], [412]. Non potendo provare l'accuse, sono arrestati e mandati in Francia, [414]. Ricondotti a Roma, [415]; e dannati alla pena di morte, commutata poi nell'esilio, [416].

Pavia. Vi accade un tumulto, [70], [72]. Vi si rinchiude Teodorico durante la sua guerra con Odoacre, [142], [143]. Saccheggiata dai Franchi, [203]. Assediata dai Bizantini, [205]. Una delle principali città de' Goti dopo la loro perdita di Ravenna, [238]. Cade anch'essa in mano de' Bizantini, [240]. Fa lunga resistenza a' Longobardi, [255], [257]; ma infine s'arrende, [258]; e diventa uno de' loro ducati, [261]. Ricostruzione della sua basilica, ricordata, [308]. Vi è sanzionato l'Editto di Rotari, [309]. Capitale del regno Longobardo, [317]. Assediata dai Franchi, [370]; e di nuovo, [371]. Vi si rinchiude il re Desiderio, ed è di nuovo assediata da Carlo re de' Franchi, [387]; cui finalmente s'arrende, [393], [394].

Pelagio, diacono. Fa le veci del Papa assente, [223]. Mandato da Totila a trattare di pace con Giustiniano, [224]. Eletto papa, [245]; si mette in opposizione coi vescovi e prelati italiani, [246]. Gli succede Giovanni III, [250].

Pelagio II, papa, [262]. Si rivolge a' Franchi e all'Imperatore contro i Longobardi, [263], [264], [279]. Si accorda coll'Imperatore in una questione religiosa, [267]. Muore, [268], [283].