Pietro, duca bizantino di Roma, [328]. Accecato, [334].

Pipino d'Héristal, franco, [353].

Pipino, figliuolo di Carlomanno, [340], [360]. È eletto e consacrato re de' Franchi, [361]. A lui si rivolge il papa Stefano II per aiuto contro Astolfo re de' Longobardi, [364]; ed egli lo invita a recarsi in Francia, e accoglienza e promesse che gli fa, [364] e segg. Di nuovo consacrato e incoronato dal Papa, [368]; e datogli da lui il titolo di Patrizio, [369]. Tenta inutilmente di indurre Astolfo a «restituire alla Repubblica Romana e alla Chiesa» le terre da lui occupate, [366], [369]. Viene con l'esercito in Italia, toglie ad Astolfo Ravenna e altre città e le cede al Papa, [369], [370]. Non mantenendo Astolfo i patti, ritorna; gli toglie altre terre e le dona come le precedenti, [370] e segg. Esorta la nobiltà laica di Roma, levatasi contro la nobiltà ecclesiastica, ad obbedire al Papa, [374]. Sue relazioni con l'Imperatore, [374], [375]. Muore, [375]; e il regno si divide tra Carlomanno e Carlo suoi figliuoli, [379].

Pipino, figlio naturale di Carlo re de' Franchi, detto il gobbo. Congiura contro il padre, ed è rinchiuso in un convento, [405].

Pipino re d'Italia, figliuolo di Carlo re de' Franchi. Mandato dal padre incontro al Papa, [413]. Spedito contro il Duca di Benevento, [415], [419].

Pisa. Accenno alla sua condizione politica al tempo della lotta tra Bizantini e Longobardi, [296].

Placidia, figlia di Eudossia imperatrice, [116].

Placiti, assemblee sotto i Franchi, [420].

Plotino, capo del Neoplatonismo, [37], [38].

Pollenzo. Vi accade una battaglia tra Goti e Romani, [66].