Stefano III, papa. Sua elezione, [377]. Quello che faccia e gli accada nei tumulti seguiti a suo tempo in Roma tra la nobiltà civile e la ecclesiastica, [378] e segg. pass. Sua condotta tra Franchi e Longobardi, [380] e segg. pass. Muore, [383].
Stilicone. Tutore d'Onorio imperatore d'Occidente, [58]. Sposa una nipote dell'imperatore Teodosio, [59]. Antagonismo tra lui e Rufino tutore d'Arcadio in Oriente, [59] e segg.; riesce a farlo uccidere, [61]. Come intendesse procedere coi Goti, [63]. Respinge un'incursione d'Alarico, ma non lo insegue, ed è sospettato di tradimento, [64]. Cresce la sua potenza e autorità in Italia, [65]. Dà in moglie a Onorio una sua figliuola, [65]. Respinge Radagasio, [65]; e di nuovo Alarico, [66]; e di nuovo Radagasio, e lo fa prigione, [67]. Crescono contro di lui le accuse di tradimento, [67], [68]. Dà un'altra figliuola in moglie ad Onorio, [68]. Consiglia Onorio ad accordarsi con Alarico, [69]. È un barbaro romanizzato, donde insieme la sua forza e la sua debolezza, [69]. Suo attaccamento all'Impero, [70]. Cade in mano dei suoi avversari, ed è ucciso, [71].
Stoicismo. Si sforza, ma inutilmente, di combattere il Cristianesimo, [7]. Ricordato a proposito del Neoplatonismo, [38].
Subiaco, monastero, [211].
Sutri. Tolta dai Bizantini al Papa, [291]; dai Longobardi ai Bizantini, e restituita al Papa, [334], [335].
Svevi. Invadono con altri barbari la Gallia, [67].
Tacito. Della sua descrizione dei popoli germanici e confronto con quella di Giulio Cesare, [14] e segg.
Taranto. Si arrende ai Goti, [229].
Tasone, figlio di Gisulfo duca del Friuli, [297], [298].
Teja, generale goto. È in Verona, [236]. Manda aiuti a Totila, [236], [237]. Eletto re dopo la morte di Totila, [238]. Fa trucidare trecento giovani romani, [239]. Sua disfatta e sua morte, [240]. I suoi editti non sono riconosciuti dai Bizantini, [245].