Ad messere Ercole Bentivoglio Governatore. Die 28 iunii 1505. — Quanto la S. V. discorre per questa sua de' 26, ci satisfa assai, parendoci che sia tucto bene considerato et ragionevole. Et perchè quella presuppone che questi fanti venuti ad Piombino sieno paghati da' Sanesi et da' Luchesi, et che vi sieno condocti con consentimento loro (e' quali giudichano più facilmente farci ritirare da la impresa di Pisa, et per conseguens tenerla più viva in questo modo, che se li havessin seguitato di pagare e' fanti et cavalli di Pisa, come feciono lo anno passato); et così questi fanti, secondo quello scrive la S. V., satisfanno al desiderio de' Luchesi et Sanesi, et a Consalvo assicurarsi che Pisa non ci verrà sotto, non voliamo manchare di farvi intendere quello che contro ad tale opinione s'intende. Riferisce alcuno che ha hauta qualche tempo la mente del Signore di Piombino, come sendo decto Signore, poichè li entrò in quello Stato, vixuto sempre con paura che noi o Pandolfo non ne lo priviamo, monstrò prima di confidarsi di Pandolfo più che di noi, presupponendo che lui havessi meno animo ad ingannarlo; et Pandolfo, che dubitava che noi non ce ne insignorissino, attese sempre ad crescerli e' sospecti in modo, che nè e' nostri buoni portamenti, nè la fede observata, nè e' benefitii li habbiamo facti, li hanno mai possuto trarre questa gelosia dal capo. Nè si è però tanto diffidato di noi che interamente si fidassi di Pandolfo, come di sopra si dice; onde vivendo in questa diffidenza, pensò ricorrere ad un terzo aiuto, et non lo trovando propinquo, si gittò ad intractenere Consalvo, con el quale dice costui essere chiaro che li ha contracto parentado, et che sarà presto per scoprirsi. Et di questa confidentia che el Signore ha hauto in Consalvo, ne allega, che tenne già praticha di assicurarsi per via del Papa, et come e' trovò luogho in Consalvo, lo lasciò. Dice questo tale havere sollecitato decto Signore[947] Consalvo al mandargli in casa questi fanti, per esserli cresciuto el sospecto di Pandolfo, rispecto allo havere alle spalle Bartolomeo d'Alviano, in campagna et sanza partito et sanza stato, del quale ha dubitato, che con consenso di Pandolfo, sotto colore di passare per ad Pisa, non se li gittassi in casa; et Consalvo ha mandati volentieri tali fanti, perchè li torna ad proposito haverli quivi, per tenerci indreto et sbigottirci da el fare la 'mpresa di Pisa; et che ad Consalvo non è importato molto el tenere questi fanti più ad Piombino che nel Regno, havendoli ad paghare in ogni modo; ma piuttosto ci guadagna per discaricarsene, faciendoli pasciere in sul paese d'altri.

Et così giudicha costui che, sendo venuti decti fanti sanza participatione de' Sanesi et Luchesi, che non sieno per havere altra coda, nè possino fare altra factione, nè che sia da temerli, se non per quanto possono per il numero sono. Nondimancho la conclusione vera è, che questi 800 fanti sono là in vicinanza nostra, et che bisogna pensare che possino havere coda et possino non la havere, et fare in ogni opinione quelle provisioni si può, delle quali non siamo per manchare. Et ad Volterra et ad Campiglia et ad Pescia si è ricordato quello habbiamo giudicato convenirsi per la salute di quelle terre, ad ciò si preparino che di furto non possino essere offesi. Alle forze si provedrà ogni volta s'intenda che maggiore bisogno lo richiegga; nè siamo per abbandonarci, nè dubitiamo etiam essere abbandonati. Et Vostra Signoria si transferirà personalmente in tucti quelli luoghi, dove ella crederrà fare qualche fructo per honore suo et securtà nostra. Valete.

DOCUMENTO XXXV. (Pag. [490])

Lettera dei Dieci a P. A. Carnesecchi Commissario in Maremma. — 30 luglio 1505.[948]

Pier Antonio Carnesechi. 1505, die 30 iulii. — Noi habbiamo questo dì ricevute dua tua lettere di hieri, le quali ci hanno dato dispiacere, veduto quanto tu monstri di temere in su li advisi ci sono suti porti di Bartolomeo; et perchè tu intenda l'ordine nostro, quando infino ad qua non lo havessi inteso, sappi che in su questi movimenti di Bartolomeo, havendo noi considerato l'insulti ci poteva fare, et veduto ci posseva assaltare in Maremma et in Valdichiana, habbiamo sempre creduto che vengha più presto verso Valdichiana che in costà: le ragioni che ce lo facevono credere sono molte, le quali non adcade replicare. Et per questa cagione si era pensato fare testa grossa al Poggio, luogo comune ad potere soccorrere costà et le Chiane, dove fussi bisognio. Et quivi habbiamo vòlte tucte le fanterie che si sono facte, et tucta volta le spignamo ad quella volta, andando dietro ad el primo disegno nostro. Habbiamo questo dì hauto l'adviso tuo, per il quale scrivi Bartolomeo doveva essere infino hieri ad Scarlino; el quale adviso, quando fussi vero, harebbe chiarito la partita che venissi con le genti in costà et non nelle Chiane; et haremo facto spignere ad cotesta volta tucte le forze ordinate, se noi d'altronde non intendessino Bartolomeo a' 28 dì essere ad Istia[949] in sul fiume. Et perchè questo riscontro habbiamo di più d'un luogho, lo crediamo; et essendo anchora in lato da potersi anchora voltare in Valdichiana, non ci determiniamo ad voltare tucte le forze costà. Pure alcuni conestaboli, che hanno la compagnia loro qui in Firenze, l'inviereno ad cotesta volta, nè manchereno, al primo adviso certo dove e' sia, d'inviare gli altri; nè siano per manchare di aiuto nè ad te, nè ad cotesto paese.

Et perchè tu intenda meglio le qualità del nimico, sappi che el conte Lodovico di Pitigliano, che ha 60 huomini d'arme, non solum non viene seco, ma noi questa mattina l'habbiamo condocto, et è diventato soldato nostro. El signore Renzo de Ceri, che ha più di 80 huomini d'arme, non vuole seguirlo; molti huomini da bene, spicciolati, come el Mancino da Bologna et altri, l'hanno lasciato, tale che non li resta 150 huomini d'arme et 200 cavalli leggieri: fanterie non ha; Gian Paulo nè Sanesi non lo aiutono. Viene ad questo insulto contro la voglia di Consalvo; et di questo ne habbiamo mille riscontri, in modo che delle fanterie di Piombino non è per valersi, nè per havere riceptaculo in quella terra.

Onde, considerato ogni cosa, non è tanto terribile questa sua venuta che non si possa opporseli, et che con le forze ti truovi costì non lo possi tenere ad bada tanto che li altri soccorsi venghino, che verranno subito. Et quando havessi dove fussi al certo, ne scriverrai al Governatore, chiedendogli quelle forze che ti può subministrare. Pertanto di nuovo ti si fa fede che noi non siamo per abbandonare nè te nè cotesto paese, purchè tu non l'abbandoni te medesimo. Et comunicherai li advisi di questa lettera ad el signor Marcantonio, ad ciò veggha in quanti passi d'acqua si trova el nemico, et conosca quanto e' si abbia ad temere di lui, ad ciò che non ci nuoca più la reputatione sua che le forze. Polvere, passatoi, gavette et molte altre cose ti se ne mandò infino domenica buona somma.

Se Girola[mo] Pilli si truova in cotesto paese, fermera'lo costì, et per la prima ti scriverreno quello voliamo ne facci.

DOCUMENTO XXXVI. (Pag. [491])

Lettera dei Dieci al Commissario Antonio Giacomini. 16 agosto 1505.[950]