[172]. Intorno a questi tentativi si possono vedere le notizie raccolte dal prof. A. Alfani nel suo libro: Della Vita e degli Scritti di O. R. Rucellai: Firenze, Barbèra, 1872. L'autore però si sforza di dare al Rucellai un'importanza filosofica che esso non ebbe.
[173]. Dobbiamo fare eccezione in favore d'un assai breve, ma pur dotto lavoro di K. Sieveking, Die Geschichte der Platonischen Akademie zu Florenz: Hamburg, Druck und Lithographie des Rauhen Hauses zu Horn, 1844. Questa bella monografia venne pubblicata, senza nome d'autore, come appendice ad una breve e pregevole storia di Firenze dello stesso scrittore. La fonte principale, per tutto ciò che risguarda l'Accademia Platonica ed il Ficino, sono le opere di lui. Dell'Accademia egli parla specialmente nelle Epistole e nella Introduzione o Comento alla sua versione del Simposio di Platone. Molte notizie si trovano anche nel Tiraboschi; nella Vita di M. Ficino scritta in latino dal Corsi, e in quelle di Lorenzo de' Medici, scritte dal Roscoe e dal Reumont; in Angelo Maria Bandini, Specimen litteraturae florentinae saec. XV, ecc.: Florentiae, 1747. Quest'opera è principalmente una biografia di Cristoforo Landino seguace del Ficino, e membro dell'Accademia. Molte notizie raccolse anche Leopoldo Galeotti nel suo Saggio intorno alla Vita ed agli Scritti di Marsilio Ficino, pubblicato nell'Archivio Storico italiano, Nuova Serie, tomo IX, disp. 2ª, e tomo X, disp. 1ª. Per l'esposizione delle dottrine vedi Ritter, Geschichte der neuern Philosophie, parte I, lib. II, cap. IV; e per la filosofia di questi tempi, in generale, si consulti ancora F. Schultze, Geschichte der Philosophie der Renaissance: Jena, 1874. Recentemente il prof. Arnaldo della Torre ha pubblicato, come tesi di laurea, una Storia dell'Accademia platonica, nelle Pubblicazioni dell'Istituto di Studî Superiori in Firenze: Firenze, 1902. Questo dotto volume di 858 pag. in 8º, contiene molte nuove ricerche. Al solito però si occupa assai poco delle dottrine filosofiche e del loro intrinseco valore.
[174]. Oriundo di Pratovecchio, nato in Firenze nel 1424, dotto nel greco e latino, venne chiamato ad insegnare nello Studio, l'anno 1457. Fu cancelliere della Parte Guelfa; poi uno dei segretarî della Repubblica, ufficio che tenne fino al 1497: allora per vecchiezza si ritirò a Pratovecchio, continuando a godere lo stipendio di 100 fiorini annui, sino al 1504, quando morì in età di ottanta anni, in una villa donatagli dalla Repubblica, in premio del suo Comento su Dante. Tiraboschi, op. cit., vol. VI, pag. 1065; Bandini, Specimen, ecc.
[175]. Il Bandini dice che queste riunioni si suppongono tenute nel 1460; ma il Roscoe osserva che Lorenzo de' Medici aveva allora 12 anni, e sostiene invece la data del 1468. The Life of Lorenzo de' Medici, called the Magnificent, capitolo II. V. Della Torre, op. cit., pag. 579 e seg.
[176]. «Hoc pronunciare libere possum, opiniones eorum tenebricosis allegoriarum involucris et dicendi genere plusquam poetico, qui omnium fere academicorum mos erat, fuisse absconditas.» Dopo di che egli procede citando espressioni che, giustamente osserva, nessun uomo di sana ragione vorrebbe usare. Specimen, vol. II, pag. 58.
[177]. Della Torre, Op. cit., pag. 814.
[178]. Vedi il Commentarium Marsilii Ficini, in Convivium Platonis de Amore, che trovasi unito alla sua traduzione latina di Platone. I conviti suburbani dell'Accademia Platonica pare che si tenessero nella villa di Careggi, presieduti generalmente da Lorenzo de' Medici. Così dice Angelo Maria Bandini (Specimen, vol. I, pag. 60-61), e così dice lo stesso Ficino in una sua lettera a Iac. Bracciolini (pubblicata nello Specimen del Bandini, vol. I, pag. 62-63). «Platonici veteres urbana Platonis natalitia quotannis instaurabant; novi autem Platonici, Braccioline, et urbana et suburbana nostris temporibus celebrarunt; suburbana quidem apud mag. Laurentium Medicem in agro Caregio. Cuncta in libro nostro de amore narrantur. Urbana vero Florentiae sumtu regio celebravit Franc. Bandinus vir ingenio, magnificentia excellens....» Nella riunione urbana, di cui ragiona in questo luogo, si disputò della immortalità dell'anima. Il convito di Careggi, di cui Ficino ci dà nel suo Commentario così minuto ragguaglio, fu presieduto anch'esso, per mandato di Lorenzo, che restò allora in Firenze, da Franc. Bandini. Infatti nel principio del primo cap. egli dice: «Plato philosophorum pater, annos unum et octoginta aetatis, natus septimo novembris die, quo ortus fuerat, discumbens in convivio, remotis dapibus, expiravit. Hoc autem convivium, quo et natalitia et anniversaria Platonis pariter continentur, prisci omnes Platonici usque ad Plotini et Porphyrii tempora quotannis instaurabant. Post vero Porphyrium mille ac ducentos annos, solennes hae dapes praetermissae fuerunt. Tandem nostris temporibus, vir clarissimus Laurentius Medices platonicum convivium innovaturus, Franciscum Bandinum Architriclinum constituit. Cum igitur septimum Novembris diem colere Bandinus instituisset, regio apparatu in agro Caregio novem platonicos accepit convivas.»
[179]. Vedi nel Commentarium i due discorsi del Cavalcanti.
[180]. Commentarium, Oratio IV.
[181]. Commentarium, ecc., Oratio VII, cap. XVII. «Quomodo agendae sunt gratiae Spiritui Sancto, qui nos ad hanc disputationem illuminavit atque accendit.»