[182]. Lugduni, 1567.

[183]. Vedi la mia Storia di G. Savonarola, lib. I, cap. V.

[184]. Commentario alla Vita di L. B. Alberti, nel quarto volume del Vasari, edizione Le Monnier; Tiraboschi, op. cit., vol. VI, pag. 414 e seg.; l'edizione di tutte le Opere di L. B. Alberti, curata dal Bonucci e pubblicata in Firenze (Tip. Galileiana) negli anni 1843 e segg. In questa edizione trovasi la Vita dell'Alberti scritta da un anonimo. Vedi anche l'Elogio dì L. B. Alberti, nelle Opere di G. B. Niccolini, ediz. Le Monnier, 1843, vol. III, pag. 401 e seg.; l'Elogio scritto dal Pozzetti, pubblicato a Firenze nel 1789, e finalmente Gli Alberti di Firenze, Genealogia, ecc., pubblicata dal cav. L. Passerini, per commissione del Duca di Luynes: Firenze, Cellini, 1870.

[185]. Bandini, Specimen, vol. I, pag. 164; Tiraboschi, op. cit., vol. VI, pag. 420, dove si riporta una lettera del Poliziano.

[186]. Alberti, Opere, e Trucchi, Poesie italiane inedite: Prato, 1846-47, vol. II, pag. 335.

[187]. Alberti, Opere, vol. II, pag. 221 e seg.

[188]. Questo libro, tenuto generalmente per lavoro del Pandolfini, venne poi sostenuto essere opera dell'Alberti, specialmente da F. Palermo, il quale si scaldò tanto nella questione, e tanto s'esaltò nei suoi Prolegomeni promessi al Padre di famiglia (Firenze, tipografia Cenniniana, 1872), da dimenticare affatto il metodo e i confini di una critica scientifica. Il Pandolfini morì prima dell'Alberti, e difficile sarebbe concepire come egli avesse voluto copiare una prosa erudita, non solo riducendola in una forma parlata, ma ponendo idiotismi e sgrammaticature là dove non erano. Da un altro lato l'Alberti si dichiara esplicitamente autore dell'opera, cosa che non fa il Pandolfini. La questione fu lungamente discussa dal prof. Cortesi, che crede alla priorità del Pandolfini, e dai proff. Scipioni e Pellegrini, che con validi argomenti sostengono l'opinione contraria.

[189]. Pandolfini, Trattato del governo della famiglia, pag. 21: Venezia, pei tipi del Gondoliere, 1841.

[190]. Ibid., pag. 5.

[191]. Ibid., pag. 14.