[192]. Ibid., pag. 160 e seg.

[193]. Pandolfini, Trattato del governo della famiglia, pag. 42.

[194]. Furono pubblicate in tre volumi dalla R. Deputazione di Storia Patria, per la Toscana, Marche ed Umbria: Firenze, Cellini, 1867-73, e vanno dal 1399 al 1433.

[195]. Nella sua Storia fiorentina.

[196]. A. Desjardins, Négociations diplomatiques de la France avec la Toscane (tre volumi in-4): Paris, 1859-65, Imprimerie impériale, vol. I, pag. 214. È giusto ricordare, che la più parte di questi documenti furono trovati dal nostro G. Canestrini.

[197]. Fabroni, Vita Laurentii Medicis: Pisis, 1784, vol. II, pag. 312, nota 179.

[198]. Ibid., vol. II, pag. 359, nota 206.

[199]. Ibid., pag. 363.

[200]. Il Fabroni chiama questa lettera il canto del cigno, tamquam cycnea fuit, perchè Lorenzo poco dopo morì. Vol. II, pag. 308, nota 178.

[201]. Abbiamo già visto nel Pandolfini, che i contadini italiani e più specialmente i toscani, di cui qui sopra si ragiona, avevano nel secolo XV un'agiatezza assai superiore a quella degli altri d'Europa. I novellieri, come per esempio il Sacchetti (Vedi Nov. 88 e 202), parlano spesso di contadini proprietarî ed accorti. Nella Beca di Dicomano, in cui il Pulci descrive la vita dei contadini, uno di essi dice all'amata: