Però qui le mie colpe scrivo e 'ncarno
Con le lacrime miste con l'inchiostro.
Tutto ciò naturalmente non gl'impediva di tornare il giorno dopo a far peggio.
[239]. Rime edite ed inedite di Antonio Cammelli, detto il Pistoia, per cura di A. Cappelli e S. Ferrari: Livorno, Vigo, 1884; I Sonetti del Pistoia, giusta l'apografo trivulziano, a cura di Rodolfo Renier: Torino, Loescher, 1888.
[240]. D'Ancona, La poesia popolare italiana, pag. 41 e seg.: Livorno, Vigo, 1878.
[241]. Questa, è anche l'opinione del prof. Ulisse Poggi, nel suo breve Elogio di Matteo Maria Boiardo, pubblicato nel Supplemento al n. 35 dell'Italia Centrale di Reggio-Emilia, il 23 marzo 1871.
[242]. Boiardo, Orlando Innamorato, lib. III, canto VII, 1.
[243]. Questa credenza nella fortuna si manifesta a volte in un modo singolare. Nei libri di Provvisioni della repubblica fiorentina ne abbiamo trovata una del 20 febbraio 1498 (stile antico), che incomincia colla solita formola: In Dei nomine. Amen. E nell'interno dell'I maiuscolo è scritto: Fortuna in omni re dominat. Arch. fiorentino, Consigli Maggiori, Provvisioni, Registro 190, a c. 122 t.
[244]. Aveva allora settanta anni, e su di lui furono scritti questi versi:
Dum fidus serrare volo patriamque Ducemque,