Multorum insidiis proditus interii.
Ille sed immensa celebrari laude meretur
Qui mavult vita quam caruisse fide.
[245]. Guidantonio Vespucci e Piero Capponi scrivevano da Lione, il 6 giugno 1494, a Piero de' Medici, che li aveva mandati ambasciatori in Francia: «La Santità di Nostro Signore, il quale di sua natura è vile, et è conscius criminis sui, ecc.» Desjardins, Négociations diplomatiques de la France avec la Toscane, vol. I, pag. 399. Ferrante d'Aragona, nella sua lettera del 17 gennaio 1494, che citeremo più oltre, diceva che il Papa era di sua natura «acuto e timido.»
[246]. Tutta questa parte della vita di Alessandro VI è minutamente narrata da F. Gregorovius e da A. di Reumont nelle loro Storie di Roma. Il Gregorovius specialmente è quegli che cominciò le più minute e pazienti ricerche sui Borgia.
[247]. Gregorovius, Lucrezia Borgia nach Urkunden und Correspondenzen ihrer eigenen Zeit, vol. I, pag. 21-22: Stuttgart, Cotta, 1874. Quest'opera dell'illustre scrittore contiene molti importanti documenti. Essa è stata tradotta in italiano, ed ebbe subito in Germania tre successive edizioni.
[248]. Le ultime e più precise notizie sulla genealogia dei Borgia trovansi nella Lucrezia Borgia di F. Gregorovius. Si possono consultare però, oltre le due Storie di Roma più sopra citate, il Saggio di albero genealogico e di memorie sulla famiglia Borgia, di L. N. Cittadella ferrarese: Torino, 1872; la Rassegna bibliografica su questo lavoro del Cittadella (il quale non è senza errori), pubblicata da A. di Reumont nell'Archivio Stor. It., serie III, tomo XVII, dispensa 2ª del 1873, pag. 318 e segg.; e la Genealogia dei Borgia, Nota dello stesso Reumont al suo proprio articolo, vol. cit., dispensa 3, pag. 509. Nuove notizie ha aggiunto recentemente il signor Yriarte col suo libro César Borgia, sa vie, sa captivité, sa mort, 2 vol.: Paris, Rotschild, 1889. Merita poi una speciale menzione la eccellente pubblicazione del Burcardo, in tre volumi, fatta da L. Thuasne: I. Burchardi, Diarium sive rerum urbanarum commentarii (1483-1506): Paris, E. Leroux, 1883-85. Qui sono aggiunti anche molti nuovi documenti.
[249]. Figlia d'un suo cugino.
[250]. Gregorovius, Lucrezia Borgia, vol. I, pag. 22-23, 36-37.
[251]. Il Guicciardini, acerrimo avversario del Borgia, dice nella sua Storia d'Italia, che Ferrante fu spaventato della elezione del nuovo Papa a segno tale da piangere, cosa in lui insolita. Il Gregorovius, invece, dalle lettere ufficiali di congratulazione vuole argomentarne che nessuno degli Stati italiani ne fosse allora scontento. Ma forse la verità in questo caso, come spesso, sta nel mezzo, e così crede il Reumont. (Vedi il suo articolo sul Codice Aragonese, nell'Archivio Stor. It., serie III, vol. XIV, pag. 375-421). Che il re di Napoli si fosse opposto all'elezione di Alessandro VI, non può dubitarsene. Nel novembre 1492, l'ambasciatore fiorentino Pietro Alamanni scriveva da Napoli a Piero de' Medici, che il Papa sapeva come il Re aveva cercato d'opporsi alla elezione di lui, «et essendo il Papa della natura che è, il Re non si ha persuadere che lo dimentichi così presto.» Vedi Desjardins, Négociations, ecc., vol. I, pag. 434.