[330]. Così racconta, nei Diarî del Sanuto, vol. I, parte II, pag. 44, una lettera dell'agosto 1498, che finisce con queste parole: «Conclusive, è un cattivo Papa et non è mal che non facesse per dar stado a soi figlioli.»

[331]. Molini, Documenti di Storia Italiana: Firenze, 1836-37, vol. I, pag. 28.

[332]. Il Sanuto parla spesso dell'accordo già seguìto allora fra il Papa ed il cardinale Della Rovere. Il prefetto di Roma, chiamato spesso prefetto di Sinigaglia, perchè dimorava colà, era fratello del cardinale, e non fu compreso nell'accordo, per avere (come dicemmo) svaligiato l'ambasciatore G. Bocciardo, che il Sanuto chiama Bozardo, quegli che portava al Papa il danaro del Sultano. Più tardi fu anch'esso perdonato con un Breve del 18 novembre 1499. Vedi Gregorovius, Geschichte (2ª ediz.), VII, pag. 425-29.

[333]. Sanuto, Diarî, vol. II, fol. 156.

[334]. Ibidem, vol. II, fol. 274. Più oltre, nel foglio 323, è descritta la mutabile natura del Papa.

[335]. Ibidem, vol. II, fol. 326: l'ambasciatore dice che il Papa «vuol il Reame (di Napoli) per suo fiol.»

[336]. Giulio II restituì più tardi questo feudo ai Caetani, dichiarando che era stato ingiustamente usurpato.

[337]. Sanuto, Diarî, vol. II, fol. 529 e seg.

[338]. L'ambasciatore P. Cappello in Sanuto, citato dal Gregorovius, Geschichte, ecc., vol. VIII, pag. 441.

[339]. Burchardi, Diarium, Cod. cit., fol. 185.