[375]. Bartolomei Scalae Collensis, Vita, auctore Dominico Maria Mannio: Florentiae, 1768.
Il Passerini nel suo Discorso a pag. XII, Opere (P. M.), vol. I, afferma che il Machiavelli, «desideroso di avviarsi al servizio del suo paese, si pose, intorno al 1494, sotto la direzione di Marcello Virgilio Adriani, nella seconda cancelleria del Comune.» Ma non sappiamo dove mai abbia potuto trovare che prima del 1498 il Machiavelli e Marcello Virgilio fossero già regolarmente in ufficio: non certo nei documenti. È ben vero che, con deliberazione del 28 dicembre 1494 (Deliberazione dei Signori, reg. 86, a c. 120t), formandosi allora il nuovo governo, vennero cassati Bartolommeo Scala ed altri ufficiali delle cancellerie. Ma il 31 dicembre seguente i Priori «attenta capsatione facta per dictos Dominos de domino Bart. Sch., et attenta necessitate Palatii et negotiis eiusdem,» lo rielessero. E così restò in ufficio fino al 1497, come risulta dai documenti, e come ricorda anche il Manni nella Vita di lui. Nella riforma della cancelleria, deliberata poi nel Consiglio Maggiore il 13 febbraio 1498 (stile nuovo), è detto che il «primo cancelliere, cioè dove serviva Bartholomeo Schala,» abbia un salario di fiorini 330. E poco più oltre, parlando dei Segretari della Signoria, si accenna a quello «dove ha servito Alessandro Braccesi,» che infatti era stato allora appunto dimesso, e venne poi sostituito dal Machiavelli. (Provvisioni, reg. 189, a carte 56t-58). — Tuttavia recentemente il Dr. Demetrio Marzi, (La Cancelleria fiorentina, pag. 287, Rocca S. Casciano, Cappelli, 1910) osservò che non solo il Passerini, ma anche altri scrittori dicono che nel 1494 o 1495 il Machiavelli fu adoperato nella Cancelleria. Ed aggiunse ancora che Agostino Vespucci suo collega, in una lettera che gli scrisse il 20 ottobre 1500, ricordava, che essi erano già stati in ufficio un quinquennio. Ne concluse perciò che possa indursi, che tra il 1494 e 1495, quando, dopo il mutamento del governo, molti della Cancelleria furono dimessi o si dimisero, il Machiavelli potè essere stato chiamato a servire in essa provvisoriamente quale straordinario. Questo, egli dice, spiegherebbe ancora come mai nel 1498 potesse, in età di soli 29 anni, senza altri titoli, essere eletto segretario.
[376]. L'atto di nomina del Machiavelli fu più volte pubblicato, sempre però con qualche omissione. Recentemente lo ripubblicava il Passerini, nel volume citato, a pag. LIX; ma di due documenti ne fece uno solo, avendo, al principio del secondo paragrafo, omesso la data: Die XVIIII mensis iunii, dalla quale apparisce che la deliberazione del Consiglio Maggiore fu presa quattro giorni dopo quella del Consiglio degli Ottanta. (Archivio fiorentino, Cl. II, n. 154, a carte 104). I due decreti sono scritti in margine del foglio indicato. Questa filza porta anche l'indicazione più moderna: Signori e Collegi, Deliberazioni, reg. duplicato 169.
[377]. Tutto ciò spiega perchè lo chiamarono il Segretario fiorentino, e perchè nei documenti è detto ora segretario dei Dieci, ora della Signoria, ora della seconda cancelleria.
[378]. A questa conclusione siamo venuti esaminando la riforma del 28 dicembre 1494, quella del 13 febbraio 1497 (98), più sopra citata, e gli ordini di pagamento, uno dei quali può vedersi nell'Archivio fiorentino, Cl. XIII, dist. 2, n. 69, a c. 142.
[379]. Angelo Maria Bandini, Collectio veterum aliquot monumentorum: Aretii, 1752. Nella prefazione parla di Marcello Virgilio, di cui si può vedere l'elogio anche nel vol. III degli Elogi storici degli uomini illustri toscani: Firenze, 1766-73.
Il Bandini, nella citata prefazione, dice: «Id vero in Marcello mirum fuit, quod etsi publice florentinam iuventutem humanioribus literis erudiret, nomine tamen Reipublicae literas scribendi munus numquam intermiserit.» Dopo la prefazione, si trovano in questo volume lettere indirizzate a Marcello dal Calcondila (1496), da Roberto Acciaioli, da Aldo Manuzio (1499) e dal card. Soderini (1508), nelle quali si parla sempre di ricerche d'antichi classici, scoperte d'antichi monumenti, ecc. Vedi anche Prezziner, Storia del pubblico Studio, ecc., vol. I, pag. 181, 187 e 190; Fabroni, Historia Academiae Pisanae, vol. I, pag. 95, 375 e 377. Da una lettera inedita di Marcello Virgilio al Machiavelli, che citeremo più oltre, si vede chiaro che anche nel 1502, quando questi era presso il Valentino, Marcello Virgilio dirigeva la prima segreteria, e continuava le sue lezioni. Di ciò parlano il Valeriani, De literatorum infelicitate: Venetiis, 1630, pag. 71, e il Bandini, a pag. XIX della citata prefazione. — Molte notizie su Marcello Virgilio Adriani e i suoi scritti si trovano in Wilhelm Rüdiger, Marcellus Virgilius Adrianus aus Florenz. Halle a. S., Max Niemeyer, 1898.
Fu sepolto nella tomba di famiglia, nella chiesa di S. Francesco a S. Miniato al Monte, fuori delle mura. Ivi è il monumento di famiglia con una iscrizione. Più tardi vi fu messo il busto di Marcello Virgilio, con quest'altra iscrizione:
Suprema nomen hoc solo
Tantum voluntas iusserat