L'Ammirato, nelle Famiglie nobili fiorentine, a pag. 103, accennò ad un piccolissimo quadernuccio, scritto di mano del Machiavelli, «per metterlo forse nell'historia, che di poi non seguì.» In conseguenza di ciò, negli Elogi di Uomini illustri toscani (Firenze, 1766-73, vol. I, pag. 37), fu scritto che un letterato aveva scoperto come il Diario non fosse del Buonaccorsi, ma del Machiavelli, e si osservava ancora che il Diario comincia quasi là dove i Frammenti storici, che fanno seguito alle Storie del Machiavelli, finiscono. Il Moreni, nella Bibliografia della Toscana, ripetè la stessa osservazione senza combatterla. Pure sarebbe stato assai facile notare che l'Ammirato citava un brano del quadernuccio, e che questo brano era il ritratto di Niccolò Valori, scritto dal Machiavelli, e pubblicato fra le Nature di Uomini illustri fiorentini. Queste potevano formare un quadernuccio, ma il Diario è invece un volume di mole discreta. Così si sarebbe evitata una ipotesi in nessun modo sostenibile.

Inoltre, tutti i Mss. antichi del Diario portano il nome del Buonaccorsi, e quello che si conserva nella Riccardiana di Firenze (Codice 1920), ed è l'autografo, ha, come abbiamo già osservato, la postilla che ricorda l'assenza dell'autore da Firenze, in un tempo nel quale il Machiavelli non era certo assente. Si volle da qualcuno sostenere ancora che la scrittura del Diario autografo si potesse confondere con quella del Machiavelli; ma basta paragonarle fra loro, per accertarsi del contrario. Del resto, è superfluo fermarsi troppo su di ciò, e notiamo invece che il Diario si trova quasi tutto di sana pianta riportato nella Storia di Firenze di Iacopo Nardi, il quale ne corresse solo alquanto la forma.

[400]. Archivio fiorentino, Lettere de' Dieci di Balìa, 1499, Cl. X, dist. 3, n. 91. Secondo il nuovo ordinamento dell'Archivio, la stessa filza ha anche l'indicazione: Signori, Missive, n. 21. La lettera qui sopra citata è del 5 agosto, e trovasi a carte 64.

Da questo momento noi cominciamo a valerci delle lettere d'ufficio, scritte dal Machiavelli, che si trovano in grandissimo numero ancora inedite nell'Archivio fiorentino. Più di 4100 sono le schede delle sole lettere autografe, nelle quali vanno però comprese alcune legazioni e circa 264 lettere pubblicate dal Canestrini negli Scritti inediti di N. Machiavelli. Queste lettere erano scritte di mano propria del Machiavelli nei minutarî o protocolli, e poi copiate nei registri da ufficiali della cancelleria. Naturalmente non tutte quelle dei minutarî sono di mano del Machiavelli, sebbene da lui ispirate; ma il suo autografo si riconosce in modo da non lasciar dubbio. Delle lettere scritte nell'agosto 1499 non abbiamo trovato il minutario, ma solo il registro, e però quelle pochissime che citiamo come scritte da lui in questo mese, le abbiamo supposte tali solamente dallo stile. Dal 1º settembre in poi (lo noti bene il lettore), tutte le lettere che citiamo senz'altra osservazione, sono del Machiavelli, e se ne trova l'autografo.

[401]. Lettera del 7 agosto, a carte 68 del Registro sopra citato.

[402]. Nardi, Storia di Firenze, vol. I, pag. 196 e seg.

[403]. Guicciardini, Storia fiorentina, pag. 204.

[404]. Lettera del 14 agosto, a carte 74 del Registro citato.

[405]. A questo punto, una mano contemporanea ha scritto in margine del Registro: Quantus moeror.

[406]. Diamo in Appendice questa lettera del 20 agosto, insieme con un'altra del 15 nei documenti VII e VIII.