[637]. Giustinian, dispaccio del 7 agosto, e nota 1 a pag. 99 del vol. II.

[638]. Dispaccio del 13 agosto.

[639]. Sebbene il Burcardo ed il Giustinian vadano d'accordo nei ragguagli che danno, pure fu osservato come il primo afferma che al Papa furono, il 15 agosto, cavate 13 once di sangue vel circa, quando invece il secondo scrive che già il 14 gli furono cavate, chi diceva 12 e chi 14 once di sangue. È però da osservare ancora che il Burcardo non dice nulla addirittura del giorno 14, e che nel giorno 15, il Giustinian, scrive nuovamente d'un salasso di otto once di sangue, aggiungendo essergli impossibile aver notizie veramente precise e sicure su tutti questi particolari.

[640]. Anche il Burcardo la chiama, nel Diario, febris tertiana.

[641]. «Dux nunquam venit ad Papam in tota eius infirmitate nec in morte, nec Papa fuit unquam memor sui vel Lucretiae, in aliquo minimo verbo, etiam in tota sua infirmitate.» Burchardi, Diarium, Ms. della Biblioteca Nazionale di Firenze, tomo IV, a carte 1. L'ediz. Thuasne (III, 239) dice: «nec in sua infirmitate.»

[642]. Giustinian, dispacci 484-87, in data del 18 agosto 1503.

[643]. Nel Sanuto si trovano ragguagli che portano questa somma fino a 500,000 ducati. Noi stiamo a quella più generalmente ripetuta dagli scrittori.

[644]. Burchardi, Diarium, tomo V, a carte 1 e seg.

[645]. «Et continuo crevit turpitudo et negredo faciei, adeo quod hora vigesima tertia qua eum vidi, factus erat sicut pannus vel morus nigerrimus; facies livoris tota plena; nasus plenus; os amplissimum; lingua duplex in ore, quae labia tota implebat; os apertum et adeo horribile, quod nemo viderit unquam, vel esse tale dixerit.» Burchardi, Diarium, ediz. Thuasne, I, 243. E andò divenendo sempre più orribile, come dicono del pari gli ambasciatori Costabili, Giustinian, ecc.

[646]. Giustinian, dispaccio del 19 agosto, hora 24.