Il Tommasini pubblicò la medesima lettera dall'autografo, che trovasi in un manoscritto strozziano della Nazionale di Firenze, nel quale essa è più lunga assai. Quella a stampa ne sarebbe solo la prima metà. Secondo lui le parole, Augustinus Matei N. V. Viris Florentinis Salutem, provano che il Vespucci dedicò la stampa ai (Nobili o Nostri) Cinque Conservatori del Contado e dominio fiorentino, magistrato autorevole della Repubblica fiorentina.

[711]. Questa lettera fu pubblicata dal Nitti, vol. I, pag. 301, in nota. Trovasi fra le Carte del Machiavelli, cassetta IV, n. 99.

[712]. Vedi nella Biblioteca Nazionale di Firenze il Priorista del Ricci, quartiere Santo Spirito, famiglia Machiavelli, a carte 161 e seg.

[713]. Lettera del 9 dicembre, nell'Archivio fiorentino, Cl. X, dist. 3, n. 113, a carte 211t: Appendice, doc. XXXI. Nelle filze 114 e 116 sono molte lettere del Machiavelli relative ai fatti, di cui discorriamo ora.

[714]. È notevole, fra le altre, la lettera al Capitano di Livorno. Archivio fiorentino, filza 116, a carte 23: Appendice, documento XXXII.

[715]. Archivio fiorentino, Cl. X, dist. 3, n. 116, a carte 69 e 70.

[716]. Matarazzo, Cronaca di Perugia, nell'Arch. Stor. It., vol. XVI, parte II, pag. 59.

[717]. Le sue lettere trovansi a Venezia nella Biblioteca di San Marco: Epistolae Variorum, vol. II, Cl. X, codice CLXXVI. Esse sono scritte in italiano, spesso aggiungendovi il Cardinale, di suo pugno, qualche parola in spagnuolo. E per citare un esempio, in quella del penultimo luglio, scritta da Perugia, chiedendo soldati per tenere a dovere le genti di Todi e di Narni, prima di firmare, egli fa nuove premure in spagnuolo, concludendo col dire che quelle tumultuose popolazioni no obeyexen perque son vilans i mala gent, que volen lo basto y que quyls ha de governar los puga manar, que altrament no sen pot aver overa. E firmava generalmente: De V. S. esclav e factura, qui los benerats peus li besa,

lo Car.al de Boria.

[718]. Matarazzo, op. cit., pag. 130-144.